«GIRO DEL MONDO - Ligabue» la recensione di Rockol

Ligabue - GIRO DEL MONDO - la recensione

Recensione del 27 apr 2015 a cura di Mattia Marzi

La recensione

"Giro del mondo" è il cofanetto attraverso il quale Ligabue ha deciso di raccontare, attraverso registrazioni audio e video, quello che è stato il tour di supporto al suo ultimo album di inediti, "Mondovisione"; partita lo scorso 30 maggio dallo Stadio Olimpico di Roma, la tournée - che attualmente sta vedendo il rocker di Correggio impegnato nei palasport italiani (con uno spettacolo leggermente diverso a quello originale degli stadi) - ha portato negli scorsi mesi Ligabue ad esibirsi prima nei più importanti stadi della Penisola, per poi partire alla volta degli Stati Uniti e del Canada (facendo tappa a Toronto, New York, Los Angeles, San Francisco e Miami), del Sud America (San Polo, Buenos Aires) e dell'Australia (Sydney, Melbourne). "Giro del mondo" esce e sia in formato standard (contenente due CD e un DVD) sia in formato deluxe (contenente invece tre CD e un DVD).

I quattro "inediti" registrati in studio: "Giro del mondo" si presenta come un racconto. Un racconto che nella versione "audio" si articola in un totale di 36 brani sparsi su tre dischi (nel caso dell'edizione deluxe, quella presa in considerazione per questa recensione) e che è arricchito dalla presenza di quattro episodi inediti, che potremmo indicare quasi come veri e propri "director's cut": si tratta di due brani inediti, vale a dire "I campi in aprile" e "Non ho che te", pubblicati per la prima volta, e delle riappropriazioni di Ligabue di "C'è sempre una canzone" e "A modo tuo", canzoni scritte rispettivamente per Luca Carboni ed Elisa (e pubblicate, nel 2013, negli album "Fisico e politico" del cantautore bolognese e "L'anima vola" della voce di Monfalcone). Nell'ottica della narrazione, questi quattro brani rappresentano un'ideale introduzione ("C'è sempre una canzone", scelta come singolo promozionale e posta in cima alla tracklist in una versione più rockeggiante rispetto a quella incisa da Carboni), un ideale "fine primo tempo" ("I campi in aprile", posta alla fine del primo disco, una canzone dall'arrangiamento decisamente folk e dal ritmo ternario - in pieno stile Ligabue - che il cantautore ha scritto ispirandosi alla figura di Luciano Tondelli, cittadino di Correggio morto a meno di vent'anni dieci giorni prima del 25 aprile 1945), un ideale "inizio secondo tempo" ("Non ho che te", che apre l'ascolto del secondo disco, un pezzo un po' rock e un po' punk, dinamico, scritto nella fase finale delle lavorazioni di "Mondovisione" e per questo motivo rimasto fuori dalla tracklist finale dell'album; l'inedito è stato registrato dal rocker e dalla sua band a Los Angeles, in un pomeriggio, nello studio dei Foo Fighters) e degli ideali titoli di coda (la riappropriazione di "A modo tuo", proposta da Ligabue in una versione meno eterea e più schietta, diretta, di pancia, rispetto a quella originale di Elisa).

I brani registrati dal vivo sono trentadue; trentadue cartoline spedite da ogni parte del mondo: si parte dalla Milano dell'energica "Il muro del suono" e si arriva alla Los Angeles di "Vivo morto o X", decisamente rock'n'roll. Il clima generale è un clima di festa, spensieratezza e voglia di divertirsi: domina un gusto per il rock ("Nati per vivere", da Catania; "Il sale della terra", da Pescara, con il suono consistente delle chitarre elettriche e della batteria; "Bambolina e barracuda", da Salerno), ma c'è spazio anche per momenti più melodici in cui le atmosfere si fanno più pacate ("Ho messo via", impreziosita da un assolo alla chitarra elettrica nella coda; "Una vita da mediano", da Toronto e Miami, che si apre in versione acustica per poi virare verso il pop-rock; "Per sempre", da Firenze). Registrata dappertutto - come si legge sul retrocopertina - è invece "Certe notti", con un crescendo emozionale finale di grande impatto.
Nel secondo disco viene concesso maggiore spazio a brani dalle sonorità più distese, con l'interpretazione del cantautore che si fa più intensa, appassionata: è il caso, ad esempio, di "Sono sempre i sogni a dare forma al mondo" (da Trieste), "Tu sei lei" (Tokyo e Shanghai), "Ti sento" (Sidney e Melbourne) e "La neve se ne frega" (Bari). Tra una ballad e l'altra si inseriscono anthem quali "Tra palco e realtà", "Urlando contro il cielo" e "Con la scusa del rock'n'roll", cantati a gran voce dal pubblico come se non ci fosse un domani.
Nella versione deluxe figura, come scritto poco sopra, un terzo CD, orientato decisamente verso sonorità rock: in questo disco trovano spazio cavalli di battaglia quali "Balliamo sul mondo", "A che ora è la fine del mondo", "Piccola stella senza cielo" e "Lambrusco e pop corn". Non mancano, anche qui, episodi melodici (seppur sporadici), più riflessivi, come nel caso de "La terra trema, amore mio" (in una versione molto intensa registrata a Bologna, nel cuore di quell'Emilia-Romagna ferita ormai tre anni fa da un violento terremoto), "Buonanotte all'Italia" (da Torino) e "Non c'è tempo per noi" (Milano).

Il DVD ripropone, sotto forma di filmati e di materiale video - per un totale di 87 minuti - il racconto già proposto nei tre CD, in una girandola di immagini che partendo dagli stadi italiani arrivano fino all'Asia. Un collage di esibizioni provenienti da ogni angolo del mondo che permettono a chi c'era di rivivere le emozioni del "Mondovisione tour" (la scaletta del DVD, però, non è fedele a quella del tour), e a chi non c'era di consolarsi guardando il concerto da casa, spaparanzato comodamente sul proprio divano. Regia e montaggio sono di Riccardo Guernieri, con riprese di backstage di Jerno Iotti (all'interno del DVD, nell'edizione deluxe, trovano spazio anche i videoclip ufficiali dei singoli "Il sale della terra", "Tu sei lei", "Per sempre", "Il miro del suono", "Siamo chi siamo" e "Sono sempre i sogni a dare forma al mondo", tutti estratti dal fortunato "Mondovisione").

Il booklet: il cofanetto è arricchito dalla presenza di un libretto contenente vere e proprie cartoline composte da immagini scattate qua e là tra una data e l'altra della tournée mondiale, le quali raffigurano Luciano sui palchi degli stadi, dei teatri e dei palasport nei quali in questi mesi ha fatto tappa la tournée, i componenti della band all'opera, ma anche tutta la troupe che ha seguito il rocker di Correggio in questo suo "Giro del mondo".
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