«CLASSICS - She & Him» la recensione di Rockol

She & Him - CLASSICS - la recensione

Recensione del 05 dic 2014 a cura di Claudio Todesco

La recensione

Ascoltate il vibrato palpabile, il timbro morbido attraversato da una vena malinconica. È il richiamo di un mondo che non c’è più, l’eco di un candore svanito. La voce di Zooey Deschanel è uno dei segreti di “Classics”, il quinto album di She & Him, il primo composto interamente da cover. Strano che l’attrice-cantante e il suo partner musicale M. Ward ci siano arrivati solo adesso. In fondo tutto il loro repertorio è un atto d’amore nei confronti dei classici. È dal 2008 che ammiccano all’artigianato pop anni ’60, alle canzonette leggere e melodiose dei girl group, a un gusto musicale rétro. In “Classics” vanno ancora più indietro nel tempo fino all’epoca in cui il rock’n’roll non esisteva e i diciottenni non stavano con le orecchie incollate alle radio per sentire Elvis Presley, ma partivano per la guerra.
“We’ll meet again”, che chiude l’album, è una delle cose più vecchie che Deschanel e Ward hanno recuperato. La cantava Vera Lynn durante la Seconda guerra mondiale, diventando la preferita dai soldati inglesi al fronte. Per interpretare questa e le altre dodici tracce dell’album She & Him hanno scelto un suono live, arricchito dagli arrangiamenti forniti da venti orchestrali. Non c’è magniloquenza, qua dentro. I due utilizzano i colori dell’orchestra senza appesantire il sound, puntano su essenzialità, sottigliezze, sfumature, fra timbri chitarristici ultravintage e tocchi jazz come mai prima nella loro storia. Se ne vanno in giro per il tempo – dal 1930 di “Would you like to take a walk?” al 1974 di “She” – scegliendo canzoni secondo il loro gusto personale e realizzando performance che hanno un calore solitamente latitante in album simili. Giusto in “Unchained melody” prendono qualche libertà trasformandola in un folk tormentoso con l’aiuto delle voci delle Chapin Sisters. Non mancano altre canzoni d’amore travagliato, ma questo è l’unico momento in cui “Classics” abbandona il tono leggero, l’aria di carineria.




Zooey Deschanel non ha una voce potente, non possiede una grande estensione, non è particolarmente versatile. Ma a differenza di altre attrici prestate al mondo della musica sa come far leva sul colore della voce e sull’interpretazione. Messa a confronto con un repertorio stagionato ma non scontato, dà il meglio nei pezzi anni ’60, quelli che ricordano più da vicino il repertorio autografo di She & Him. È il caso di “Stay awhile” di Dusty Springfield, un punto di riferimento per lei, e di “Oh no, not my baby” della coppia Gerry Goffin-Carole King, deliziosamente misurata fra archi, fiati e campane. Deschanel è autorevole quando interpreta “I’ll never be free”, già nella discografia di Willie Nelson e Van Morrison, e incantevole quando fa sembrare il pezzo del 1953 “Teach me tonight” ancora più vecchio. Ward non ha lo stesso charme. Canta nell’unico brano risaputo, la “She” di Charles Aznavour già nel repertorio di Elvis Costello, e duetta con Deschanel in “Stars fell on Alabama” col timbro ironicamente arrochito di un Louis Armstrong, nell’ammiccante “Would you like to take a walk?” e nello standard anni ’40 “Time after time” che Frank Sinatra cantava nel film “Accadde a Brooklyn”.




Pubblicato in Italia solo in digitale – per il cd e il vinile ci si deve rivolgere alle importazioni – “Classics” non è l’album migliore del duo. She & Him sono più sorprendenti quando interpretano canzoni che sembrano scritte cinquant’anni fa e invece sono nuove di zecca. Nonostante ciò, in “Classics” evitano la trappola dei dischi che grondano nostalgia: quelli sono pesanti, affettati, cupi, questo è leggero, spontaneo, luminoso. Somiglia a una fuga all’indietro, in un tempo più rassicurante. Dà l’idea che la musica pop-rock stia rinunciando a dare un senso alla contemporaneità. O forse, semplicemente, ogni tanto abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi da dove viene la musica che amiamo. I trentanove minuti di “Classics” instillano nostalgia per un tempo che non abbiamo vissuto. Siamo come Zooey Deschanel nel video di “Stay awhile”: felici mentre balliamo col fantasma del passato.
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