«TELEVISION VOL.3 - Entics» la recensione di Rockol

Entics - TELEVISION VOL.3 - la recensione

Recensione del 30 giu 2014 a cura di Fabrizio Zanoni

La recensione




Non chiamatemi rapper. Entics lo ripete come un mantra in occasione dell’uscita del suo nuovo album “Television vol.3” e lo mette pure in musica nel brano “Facile”: "Non faccio rap perché non mi rappresenta (...) da un po' di tempo questa cosa mi va stretta".
Come se non bastasse questo disco segna anche la separazione dell’artista milanese di chiare origini sarde (Cristiano Zuncheddu è il suo vero nome) dalla “Tempi Duri” di Fabri Fibra che aveva prodotto i precedenti “Soundboy” (ricordate il programmatissimo singolo “Click”?) e “Carpe Diem”. Entics gioca di diplomazia giustificando la separazione da Fibra con questo bisogno vitale di prendere le distanze dalla scena rap. Non può però non saltare all’occhio la contemporanea scelta di ospitare Vacca nel brano “Patti chiari” (dal bell'intro corale) dove il cantante trasferitosi a Kingston-Giamaica riprende ancora una volta il dissing che ha in corso da mesi con il rappper di Senigallia (se le risse in metrica vi divertono qui c’è solo l’imbarazzo della scelta; cercate nell’ordine i seguenti brani “Il diavolo non esiste”, “Niente di personale”, “Nella Fossa”, “Fatti da parte” e “Ritarducci”: volano gli stracci tra due artisti che un tempo condividevano palco e amicizia). “Patti chiari” è sostanzialmente il sesto capitolo della saga e si fa un po’ fatica a non pensare da quale parte penda la bilancia di Entics, anche se lui si affretta a ribattere: “Non ho preso posizione, semplicemente mi sono limitato a non metter mano al testo di Vacca”.
Secondo e ultimo featuring del disco è a firma Jake La Furia (Club Dogo) nel brano “Sulla pelle” che è un'ode ai tattoo “dicevano che due portava male, ne ho fatti duecento per non sbagliare”. “Non smetterò di collaborare con la scena rap italiana anche se i miei interventi sono sempre sulla parte cantata, mai su quella rappata. Quanto ai Tattoo li considero arte al punto che ho anche aperto un negozio di tatuaggi a Milano vicino alle colonne di San Lorenzo”.
Tornando al disco, nota di demerito al packaging , veramente minimal. Tre righe di credits, zero libretto, zero foto. Da un artista che arriva dalle arti grafiche ci aspetteremmo di più. Le 12 tracce sono invece un gran bel mix di reggae, dancehall, rocksteady e trap (termine nato oltreoceano per battezzare l’incontro tra hip hop ed elettronica).
Al di là delle definizioni, che spesso lasciano il tempo che trovano, il disco suona molto bene, scorre piacevole, ha pezzi molto orecchiabili ed estivi, ideali per una giornata sulla spiaggia o un viaggio in auto verso il divertimento con ritornelli ben concepiti e altrettanto ben cantati. “Welcome” apre le danze del disco e rispecchia in pieno quanto appena detto, lo stesso vale per il primo singolo scelto come apripista, “Karaoke”. Nel testo Entics aggiunge i suoi due cents di riflessioni sulla scena musicale, un tema molto in voga in questo periodo nel panorama hip hop: “Questi cantanti se la tirano, quando li chiami non si girano”. “Open bar” è un omaggio alle fanciulle che sostengono l'artista e alla musica come mezzo di comunicazione. “Legalizziamola” forse diventerà un singolo ma chi vi scrive lo trova uno dei pezzi più deboli dell'album. Il tema che toglie il sonno a Giovanardi è stato affrontato in tutte le salse da vent'anni soprattutto in ambito reggae e derivati. Il testo si dipana bene ma purtroppo c'è ben poco da aggiungere a quanto detto e cantato da altri in passato. Nel disco c'è di meglio. Ad esempio “Ancora in piedi” in cui Entics azzecca un ritornello che potreste ben presto sorprendervi a canticchiare. Nel brano, l'artista cresciuto nella periferia milanese non si sottrae alla prassi auto elogiativa della scena dalla quale vuol prendere le distanze. Peccati veniali. “Vediamo come va” parla di una relazione da viversi senza porsi troppe domande. Se durerà lo deciderà il tempo. Nulla di trascendentale. “Muoviti!” è invece un pezzo perfetto per una festa dove scatenarsi a ritmo di Twerk. E giusto di lato B con relativi shakeramenti si parla anche nel testo. Il ritmo rallenta negli ultime due tracce dell'album “Come si fa” e “Vado” che chiudono un lavoro che appaga le nostre orecchie e si candida ad essere un'ottima colonna sonora dell'estate 2014.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.