«PER TUTTI - Riccardo Sinigallia» la recensione di Rockol

Riccardo Sinigallia - PER TUTTI - la recensione

Recensione del 28 feb 2014 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Riccardo Sinigallia, come la quasi totalità di quanti hanno partecipato all’ultimo Festival della Canzone Italiana, pubblica, in contemporanea al concorso sanremese, un album. Un nuovo album che giunge - gradito - a distanza di ben otto anni dal precedente, “Incontri a metà strada”. Il terzo di una carriera solista che si sta facendo lunga e importante. Lontani nella memoria sono i tempi della proficua collaborazione con Federico Zampaglione nei Tiromancino e della fortunata hit “Due destini”.
Il Festival di Sanremo era una buona occasione per portare all’attenzione e alle orecchie della numerosa platea televisiva che segue affezionata a milioni l’annuale liturgia che si tiene nella floreale cittadina ligure la musica di chi è bravo e stimato, ma non così conosciuto dal grande pubblico.
Questa era la premessa. Invece la partecipazione di Riccardo Sinigallia alla 64esima edizione del Festival è addirittura entrata nella storia. Cosa è accaduto (per quanti non ne fossero informati)?
E’ accaduto che è stato escluso dalla competizione, a gara in corso, per avere violato il regolamento. Essendosi reso colpevole di avere proposto la canzone con il quale era in concorso, “Prima di andare via”, in un concerto precedente il challenge rivierasco e ciò è assolutamente proibito. La spiacevole vicenda è stata chiarita e sbrogliata velocemente nel giro di qualche ora. La conclusione del tutto è stata all’insegna del ‘volemose bene’: Riccardo ha confermato in toto il fatto assumendosi le proprie responsabilità e l’organizzazione lo ha escluso dal Festival dandogli però la possibilità di presentare comunque la canzone nella serata finale.
E tutti vissero felici e contenti? Pare di sì. Il danno non è di quelli irreparabili e anche la fedina musicale del cantautore romano non dovrebbe uscirne infangata più di molto. Quanto alla gara, ben difficilmente si sarebbe piazzato nei quartieri nobili della classifica.
Al tirar delle somme, quel che rimane agli atti della sua spedizione nella cittadina ligure sono due canzoni (scritte con Filippo Gatti) assolutamente all’altezza della situazione, la citata e truffaldina “Prima di andare via” e “Una rigenerazione”, eliminata al ballottaggio dopo la prima serata. Due canzoni assolutamente all’altezza della situazione seppur non proprio in linea con il pop senza pelle e tutto ugola solitamente molto apprezzato sul palco del Teatro Ariston. Il pop che propone Riccardo Sinigallia - molto meno elettronico che in passato - è di fruizione meno diretta e immediata, parla più alla testa che alle viscere. Così pure i ritornelli dei suoi brani sono di quelli che non cercano semplici (seppur spesso efficaci, come sono le cose semplici) scorciatoie.
Queste sono le caratteristiche che si ritrovano nelle nove canzoni che compongono “Per tutti”. Canzoni che non scadono mai di tono e qualità, né sul versante musicale e neppure su quello testuale, facendo della omogeneità un vero punto di forza del disco rendendolo molto godibile.
Si parte con la lunga - siamo sui sette minuti buoni - e suggestiva “E invece io”, introdotta da una suite di un paio di minuti che si prende tutto il tempo che necessita, non una battuta di più e neppure una di meno. Dalla lunghezza poco radiofonica è anche “Per tutti”, posizionata alla metà esatta del disco, con le parole al servizio della musica nella prima parte della canzone che poi si capovolge completamente nel suo prosieguo, non a caso “…la festa che davate per finita è appena cominciata…”. “13 07 2010” è uno strumentale, che sottolinea una volta di più, l’importanza che riveste il lato musicale nel nuovo lavoro di Riccardo Sinigallia. “Io e Franchino” coinvolge per l’uso della prima persona e per il sapore amaro della storia narrata, una storia come tante di persone che si incontrano e frequentano per poi lasciarsi senza un vero motivo, come spesso accade “ci siamo persi nei dettagli io e te Franchino ognuno nei suoi sbagli”. Se, come ha dichiarato l’artista romano, l’intento di questo disco è quello di aprirsi verso l’esterno e farsi ascoltare, con un titolo in questo senso molto esplicito, l’obiettivo è pienamente riuscito.
Nell’amore cantato in “Le ragioni personali” e con la parola papà inserita in“Che non è più come prima” si comprende che il punto di partenza è sì il vissuto dell’autore ma con una forza e una capacità evocativa universale che permette alle composizioni di andare oltre per raggiungere e coinvolgere l’ascoltatore.
Affermare che “Per tutti” sia una bella sorpresa svilirebbe le capacità e la reputazione del suo autore, sostenere che è un signor disco è un dato di fatto e un complimento che si merita in pieno. Bene così.
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