«BAHAMAS - Ritmo Tribale» la recensione di Rockol

Ritmo Tribale - BAHAMAS - la recensione

Recensione del 17 ago 1999

La recensione

Prove tecniche per il nuovo millennio. I Ritmo Tribale trasmettono rock lucido, ispirato nei testi e tagliente nelle musiche, fortemente psichedelico e imparentato con gli U2 della retroavanguardia (leggi “Achtung baby”), - con la differenza che sono passati quasi 10 anni -, con sprazzi di Prodigy e Chemical Brothers. L’impianto è basic rock, comunque, come rock sono le dinamiche e le timbriche, con un’omogeneità di fondo che rende “Bahamas” una delle prove migliori del gruppo. Purtroppo i Ritmo Tribale, con i loro 15 anni di onorata carriera, non rivestono neanche più il ruolo amato/odiato di ‘rivelazioni’, trattandosi nel loro caso di un album da veterani della scena rock italiana: ciò non toglie che questo non sia un album scritto e suonato con grande passione e amore per la musica, incarnazione di un credo – quello rock – che la band milanese ha sempre anteposto a qualsiasi progettazione o tentazione commerciale. E’ per questo che i Ritmo sono stimati come pochi nel giro dei musicisti e tra gli addetti ai lavori, è per questo che, nonostante i riscontri di vendita non siano mai stati esaltanti, il gruppo abbia proprio tra i discografici alcuni sfegatati fans. Impreziosito da brani splendidi come “Meno nove” («Se non ha senso ritornare sul passato/perché mi trovo spesso a chiedermi cos’è cambiato»), “2000” («voglio diventare un meccanismo quasi perfetto…la nuova civiltà del 2000»), “Lumina” («Ancora per un attimo non voglio dare niente/basta la luna che lentamente sale/e finalmente/libera l’altra faccia che ha») , drammatici come “Dipendenza” («Anonima come fosse finta/mascherati/per nascondere che arriva/ma giuro che non ritorna/non da me/col tuo cielo pieno di righe nere…»), “Bahamas” è più concreto e consapevole di “Psycorsonica”, un album di rock essenziale che non dimentica niente di quanto fatto in passato dal gruppo, ma al contrario rilegge i passaggi fondamentali della loro storia provando a proiettarli nello scenario del rock prossimo venturo. Intenso e profondo.
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