Recensioni / 12 feb 2014

Testaintasca - MALEDIZIONE! - la recensione

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Mattia Marzi
MALEDIZIONE!
42 Records (CD)


 Eccoci finalmente al primo capitolo della carriera discografica dei Testaintasca, band nata a Roma per volontà dei fratelli pugliesi Fabio e Giorgio Conte (chitarra e voce), Pietro Guiso (batteria) e Valerio D'Ambrosio (basso). "Finalmente" perché anche se "Maledizione!", questo il titolo del loro primo album in studio, ha appena raggiunto il mercato, il nome dei Testaintasca circola tra i "fan" della scena indie romana già da qualche anno (la band ha infatti all'attivo diversi concerti sui palchi della Capitale). A livello nazionale, negli scorsi mesi, i Testaintasca si sono fatti notare partecipando a manifestazioni, pubblicando un EP in free download (in rete ormai da un anno) e aprendo alcune delle date dell'ultimo tour de I Cani, in occasione delle quali hanno proposto alcuni brani inediti poi finiti all'interno di "Maledizione!". Il disco, non a caso, esce per la stessa etichetta de I Cani, quella 42 Records che negli ultimi tempi ha sfornato bei dischi di validi musicisti come Colapesce, Cosmo e I Cani, appunto; registrato nell'estate del 2013 presso l'Alpha Dept. Studio di Bologna con la produzione artistica di Giacomo Fiorenza, "Maledizione!" contiene undici tracce inedite.

Il sound al quale i Testaintasca si ispirano è quello che - negli anni Sessanta - ha portato al successo gruppi come i Kinks o i Beatles, inseriti dai componenti del gruppo tra le loro influenze musicali, ovvero un misto tra pop (che si ravvisa nella costruzione delle canzoni, orecchiabili al punto giusto ma mai banali) e rock (gli arrangiamenti dei brani contenuti all'interno di "Maledizione!", eccezion fatta per un paio di canzoni, ruotano tutti attorno alla chitarra elettrica, alla quale si aggiungono progressivamente gli altri strumenti). Per quanto riguarda i testi, invece, in alcuni episodi del disco i Testaintasca sembrano prendere le mosse dalla cultura beat affrontando temi sociali: è così che in "Collaborare" (un brano che parte in sordina con la sola chitarra elettrica ad accompagnare la voce ma che esplode nel ritornello) criticano l'individualismo ("E' tempo di collaborare/dovremmo tutti collaborare/qui dove ognuno si crede il migliore/ma dove niente sembra migliorare"), ne "Il giorno in cui non sono nato" (una citazione del monologo "La vita al contrario" di Woody Allen) trattano del sentirsi inadeguati di fronte alle dinamiche imposte dalla complessità della nostra società e in "Un giovane in politica" (come suggerisce il titolo) dell'avventura di un giovane nel mondo della politica ("Un giovane in politica/con quei vecchi sempre litiga/tutto va contro alla generazione nostra/che spesso si ritrova a dover sopravvivere"); in altri casi, invece, il gruppo propone pezzi dai testi (e dalle melodie) più spensierate, come nel caso di "Cazzi tuoi" e "La musica (Mi piace tanto)", due brani scanzonati che catturano sin dal primo ascolto.









Il disco risulta così ben equilibrato: da un lato c'è l'anima più impegnata dei Testaintasca, alla quale sul piano musicale corrispondono arrangiamenti più ricercati e complessi, dall'altro quella più scanzonata, alla quale corrispondono invece melodie più facili all'ascolto. Altre due buone prove sono "Sai che c'é" (nel quale Giorgio Conte offre una buona esecuzione alla chitarra elettrica) e "La notte" (un divertissement attraverso il quale l'intera band dà prova del suo talento e del suo virtuosismo alternando velocemente atmosfere quasi sospese, in cui a farla da padrone è il duo chitarra-voce, a momenti più dinamici).

Insomma, i Testaintasca hanno saputo aspettare il momento giusto per pubblicare l'album giusto: nel complesso, infatti, "Maledizione!" si presenta come un ottimo biglietto da visita per il futuro discografico della band, un disco che ha tutte le caratteristiche (positive) del primo album, dall'originalità alla freschezza, passando per il sapersi non prendere sul serio troppo spesso. Le premesse per continuare a fare bene, con i prossimi lavori, ci sono tutte.



TRACKLIST:

"Un minuto duro"

"Cazzi tuoi"

"Collaborare"

"Sai che c'é"

"La musica (Mi piace tanto)"

"Il giorno in cui non sono nato"

"Eccedere"

"Un giovane in politica"

"Maledizione"

"Grazie al cielo"

"La notte"