ANIMA DI VENTO

SonyMusic (CD)

Voto Rockol: 3.0 / 5
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di Mattia Marzi



Chi dal nuovo album in studio di Nathalie si aspetta un lavoro simile al precedente "Vivo sospesa" rimarrà sicuramente deluso: con "Anima di vento" la cantautrice italo-belga nota ai più per aver vinto la quarta edizione di "X Factor" fa un passo indietro rispetto alla strada verso il pop che aveva cominciato a percorrere con il suo primo album in studio. Qua torna quasi alle origini da cantautrice indie-rock (per farvi un'idea di quello che era la Nathalie pre "X factor" ascoltate la splendida "L'alba" con cui ha vinto l'edizione 2006 di MArteLive). Se in "Vivo sospesa" appariva come una cantautrice timida, riservata, un po' surreale e a tratti fiabesca, in "Anima di vento" Nathalie sembra tirar fuori gli artigli e mostrare i denti e vira decisamente verso un target più preciso. "Anima di vento" è stato masterizzato a Londra presso gli Abbey Road Studios da Geoff Pesche, prodotto e arrangiato da Francesco Tosoni (al fianco di Nathalie da diversi anni, già produttore - assieme a Lucio Fabbri - di "Vivo sospesa"); in esso sono contenute undici tracce tutte con testi e musiche firmate dalla stessa Nathalie, eccezion fatta per il singolo apripista "Sogno d'estate" (scritta insieme a The Niro, Michele Braga e Raf, con il quale la cantautrice duetta).


E' un disco tendenzialmente indie rock questo "Anima di vento": a confermarlo sono i testi ed il sound dei brani in esso contenuti; il pianoforte non è più lo strumento dominante (come lo era stato invece per il precedente "Vivo sospesa") e a farla da padrone ora sono le chitarre. Le atmosfere oniriche con cui Nathalie si era presentata al grande pubblico (si pensi a "Sogno freddo" o "Lungo le sponde del fiume") sembrano quasi svanire, rimpiazzate da grinta e tanta rabbia. La cantautrice romana, tuttavia, non rinuncia all'introspezione come metodo per trasporre in musica i propri pensieri, come dichiarato nella nostra intervista . In linea con genere e sound sono anche le collaborazioni: oltre al duetto con Raf in "Sogno d'estate" (forse l'unico pezzo marcatamente pop dell'intero album), infatti, per questo suo nuovo progetto Nathalie si avvale dell'aiuto di gente come Toni Childs (una delle cantautrici più inquiete degli ultimi vent'anni, che dopo aver pubblicato i suoi primi tre album tra ’80 e ’90 si è chiusa in un silenzio dal quale è riemersa solo nel 2008, a quattordici anni di distanza dalla pubblicazione dell'ultima fatica discografica) e di Franco Battiato (che fa de "L'essenza" un classico pezzo alla sua maniera). Agli archi, poi, ci sono gli Gnu Quartet di Stefano Cabrera (avevano già suonato in "Vivo sospesa").








L'ascolto si apre con le chitarre elettriche di "Come polvere", un brano che parla dello scorrere incessante del tempo e del futuro che si presenta continuamente davanti ai nostri occhi. Le chitarre (stavolta acustiche) sono protagoniste assolute anche della seconda traccia, "Parole forti", sfilando stavolta su un tappeto elettronico. La rabbia di cui sopra parlavamo comincia già a farsi sentire, e Nathalie canta: "La rabbia e fuoco e brucia dentro/Sta bruciando tutto dentro di me". Una delle migliori prove di questo album. Sprazzi di passato riemergono in "Anima di vento", un brano al pianoforte dalle atmosfere pacate che per certi versi sembra ricordare una "Vivo sospesa" versione 2.0, e permangono ne "L'orizzonte" (che oscilla tra la riflessione e lo sfogo) e in "Sogno d'estate" (una ballad in cui Nathalie descrive con fare surreale le strade deserte della città in piena estate). L'intro de "La verità", cantato da Toni Childs, sembra fungere quasi da intermezzo che divide a metà (idealmente parlando) il disco: da questo momento in poi le atmosfere rock cominciano ad accentuarsi ancora di più, talvolta anche trovando un compromesso con quelle opposte (si pensi a "Come un aquilone", che inizia piano e voce per poi scoppiare come "un temporale che ti sorprende", per usare le parole di Nathalie). Non mancano all'appello brani cantanti in lingua inglese, come "Playing with your dolls" (in cui la cantautrice romana descrive il rapporto tra una vittima e il suo carnefice). La traccia numero nove, "L'essenza", è il duetto con Battiato. Il Maestro modella a immagine e somiglianza del suo universo musicale il brano scritto da Nathalie non solo duettandovi, ma anche suonando il synth. Un grande valore aggiunto. Dopo la breve parentesi de "L'essenza", Nathalie torna a scatenarsi: lo fa con l'isterica "Dall'inizio è la fine" ("Il mio cuore è rabbia!" ripete la cantautrice), una canzone che nel ritornello strizza l'occhio alla musica punk (altro bell'episodio di questo album, sulla scia di quanto scritto per "Parole forti"). "Dall'inizio è la fine" funge come premessa per l'ultima traccia del disco, "Soul of paper". Un brano, quest'ultimo, che rappresenta la quiete dopo la tempesta e che (a detta della stessa Nathalie) si pone in rapporto di consequenzialità con "Dall'inizio è la fine". Torna qui in primo piano il pianoforte e la voce della cantautrice romana sembra come danzare sorretta dagli archi degli Gnu Quartet.


"Anima di vento" è un disco che racconta una Nathalie diversa rispetto a quella finora conosciuta dal grande pubblico, forse più vicina alla cantautrice che (ad inizio carriera) si aggirava per i locali romani nel tentativo di far ascoltare a quanta più gente possibile le sue canzoni: è la chiusura di un cerchio, la reazione ai grandi cambiamenti avvenuti nella sua vita da tre anni a questa parte. Il disco con il quale Nathalie cerca di spogliarsi di tutte le etichette per mettere tra parentesi l'esperienza a "X factor".



TRACKLIST:

"Come polvere"

"Parole forti"

"Anima di vento"

"L'orizzonte"

"Sogno d'estate" (con Raf)

"La verità" (con Toni Childs)

"Come un aquilone"

"Playing with your dolls"

"L'essenza" (con Franco Battiato)

"Dall'inizio è la fine"

"Soul of paper"