«NOTHING CAN HURT ME - Big Star» la recensione di Rockol

Big Star - NOTHING CAN HURT ME - la recensione

Recensione del 26 lug 2013

La recensione


di
Gianni Sibilla

C’è un aggettivo che va/andava molto di moda tra chi scrive di musica. Un bruttissimo aggettivo, usato tanto dalla “critica” straniera quanto dalla stampa musicale militante italiana. Un aggettivo che indica un gruppo sconosciuto ai più ma ritenuto importante e influente nell’evoluzione della musica.
“Seminale”
Bruttissimo modo per esprimere un concetto tutto sommato semplice. Se c’è una band che esemplifica questo aggettivo e il suo uso sono i Big Star. Io stesso credo di averlo usato un paio di volte e una era sicuramente a proposito di questa band (lo ammetto, giuria del lessico: quando morì Alex Chilton nel 2010 ero così scosso che usai proprio quell’aggettivo per commemorarlo; merito almeno un'attenuante).
Comunque: per capire guardate questo trailer - quello di un documentario di cui l’album di qua si parla è colonna sonora- e vedrete due cose. La quantità di gente che i Big Star hanno influenzato. E poi, alla fine, quell’aggettivo che salta fuori.





Dicussioni lessicali a parte, i Big Star sono uno di quei “culti” che rendono la musica americana quella che è: un grande serbatoio di storie. Due grandi cantanti e autori: Alex Chilton (reduce dal successo mondiale di “The letter” con i Box Tops) e Chris Bell - che uscirà dal gruppo dopo il fallimento commerciale del primo disco nel ’72, per registrare un paio di album da solo e morire nel ’78. Grandi, grandissime canzoni. Un fallimento commerciale, appunto. Ma un seguito fedele da parte di appassionati e soprattutto musicisti, un passa parola che è durato negli anni fino alla reunion del gruppo (grazie ai Posies, tra gli eredi più di diretti di quel suono “power pop”). E poi, la morte di Chilton, a 59 anni, nel 2010, alla vigilia di una esibizione al SXSW di Austin.
Una storia che vale la pena di essere raccontata - compito del documentario - ma soprattutto ascoltata. la colonna sonora del film contiene soprattutto demo e mix alternativi di tutte le canzoni più famose della band - e per questo vale anche come un greatest hits: capolavori come “The ballad of el Goodo”, “Thirteen”, “September gurls”, “I am the cosmos” (di Chris Bell), “Kanga roo”. Canzoni che probabilmente avrete senti in qualcuna delle innumerevoli cover che ne sono state fatte (Dai Counting Crows a Jeff Buckley, passando per Scarlett Johansonn). Qualcuno ha poi coniato un nome per questo genere: “Power pop”: melodie, armonie e chitarre. Sia quel che sia, i Big Star sono un pezzo di storia della musica americana, e neanche dei più piccoli, anzi. Si può tranquillamente cominciare da qua.

TRACKLIST

01. O my soul (1973 demo)
02. Give me another chance (control room monitor mix 1972)
03. In the street (2012 movie mix)
04. Studio banter (1972)
05. Try again - rock city (2012 movie mix)
06. My life is right (alternate 1972 mix)
07. The ballad of el goodo (alternate 1972 mix)
08. Feel (alternate 1972 mix)
09. Don't lie to me (alternate 1972 mix)
10. Way out west (alternate 1973 mix)
12. You get what you deserve (alternate 1973 mix)
13. Holocaust (rough 1974 mix)
14. Kanga roo (rought 1974 mix)
15. Stroke it noel (backwards intro 1974)
16. Big black car (rough 1974 mix)
17. Better save yourself (2012 movie mix)
18. I am the cosmos (2012 movie mix)
19. All we ever got from them was pain (2012 movie mix)
20. September gurls (2012 movie mix)
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