«MAX 20 - Max Pezzali» la recensione di Rockol

Max Pezzali - MAX 20 - la recensione

Recensione del 03 giu 2013 a cura di Paola De Simone

La recensione

Ancora fresco di festeggiamenti per i vent’anni del disco Hanno ucciso l’uomo ragno” , Max Pezzali ci invita a un’altra festa, questa volta per i suoi vent’anni di carriera, ventuno per la precisione, ma che importa, a casa Pezzali ogni motivo è buono per far festa. E questo “Max 20” è ben più di un compleanno, è un festone con invitati di tutto rispetto: Jovanotti, Eros Ramazzotti, Giuliano Sangiorgi, Cesare Cremonini, Claudio Baglioni, Fiorello, Antonello Venditti, Raf, Davide Van De Sfroos, Nek, Francesco Renga, Edoardo Bennato, Gianluca Grignani e Elio. Tutti loro hanno duettato con il padrone di casa su altrettanti suoi successi, da “Come mai” a “Come deve andare”, da “Gli anni” a “Eccoti” e via così. Quello che ne è derivato è un esperimento certamente singolare e gradevole, anche se alcune accoppiate strappano persino un sorriso, e non per la nota solarità delle canzoni, ma per la naturale inadeguatezza di alcuni artisti allo stile scanzonato tipico di Pezzali. Vi basterà ascoltare “Come deve andare” cantata in coppia con Davide Van De Sfroos per capire a cosa ci riferiamo. Molti dei convocati hanno, infatti, parcheggiato se stessi per omaggiare il festeggiato, mentre altri di rinunciare al proprio stile non ne hanno voluto sapere. Questo, però, non può meritare critiche severe, data la bontà dell’evento discografico. Così continuiamo a sorridere anche ascoltando Giuliano Sangiorgi che negramarizza “Ti sento vivere” o sentendo Fiorello prendersi troppo seriamente nel cantare quel tormentone di “Sei un mito”. Ma l’atmosfera si fa seria e interessante quando a duettare con Pezzali è Jovanotti, l’entusiasmo messo in “Tieni il tempo” è contagioso dalla prima all’ultima nota, soprattutto quando Jovanotti interviene sul testo, portando una ventata di freschezza in perfetta sintonia con il resto della canzone. Una follia non farne un singolo. Ottima anche la versione di “Quello che capita”, cantata con Antonello Venditti, calato perfettamente nel mood del brano. Anche Renga, Raf e Nek risultano scelte assolutamente appropriate e i duetti che ne derivano si fanno piacevolmente ascoltare.



E fin qui avremmo chiuso la recensione con volto sognante e soddisfatto, ma “Max20” non è solo un disco di duetti, bensì contiene anche cinque inediti a firma Pezzali, due dei quali scritti con l’ex 883 Mauro Repetto (“Welcome Mr. President” e “Il Presidente di tutto il mondo”). Canzoni che appositamente lasciamo ai piedi della recensione, perché apparentemente secondarie rispetto al progetto. In un album così arioso e nostalgico, questi cinque brani, che parlano di attualità e inadeguatezza senile, forse sovraccaricano un po’ l’ascolto. Pezzali ha spiegato la loro presenza come un ponte tra il passato (il repertorio storico) e il futuro (il disco nuovo che verrà). In questo senso, Va riconosciuta la loro totale fusione di stile con le canzoni più datate: accanto a sporadici arrangiamenti più classici (“I cowboy non mollano” e “L’universo tranne noi”), ritroviamo infatti un ricorso massiccio a quei suoni sintetici che hanno caratterizzato negli anni la proposta 883. Con tanto di linguaggio semplice e semplicistico. Insomma quasi come se questi vent’anni non fossero mai passati.
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