«TOTAL ENTROPY - Asia Argento» la recensione di Rockol

Asia Argento - TOTAL ENTROPY - la recensione

Recensione del 03 giu 2013 a cura di Pop Topoi

La recensione

Parallelamente alle sue attività di attrice e regista, Asia Argento ha spesso prestato la sua voce a musicisti internazionali. Per la prima volta, queste collaborazioni sono raccolte in un unico album: "Total entropy". Innanzitutto, il titolo è azzeccato perché il disordine è l'esile filo conduttore di questa lunghissima compilation. Gli artisti sono molti, e appartenenti ad altrettanti generi diversi: c'è uno dei più importanti ed eclettici esponenti della world music commerciale, Hector Zazou, in "Double jeu"; c'è il produttore Dimitri Tikovoi, che nel 2002 per il progetto electroclash Trash Palace chiamò Asia e Brian Molko a interpretare una divertente "Je t'aime (moi non plus)" a ruoli invertiti; c'è Tim Burgess dei Charlatans in una rivisitazione della sua "Hours", che qui diventa "Ours" ed è cantata interamente da Asia con lo stesso, studiato distacco.


E poi arriva Morgan. L'artista è presente in molte delle 16 tracce ed è col suo aiuto che Asia ottiene i risultati più singolari. Oltre a "Liebestod", che già compariva in Da A ad A, troviamo tre inediti elettronici. "Indifference", che avevamo visto cantare dai due sulla pedana rotante di Tommassini durante la finale di X Factor 5, è il brano migliore. Ci sono l'eco prepotente dei Depeche Mode, qualche retaggio electroclash (che da queste parti verrà sempre ben accolto) e un trasporto che purtroppo manca al resto dell'album. Sono infatti meno riuscite "Sexodrome" e "Cheese and eggs". La prima è un pezzo dance tanto esplicito quanto innocuo; la seconda in alcuni punti ricorda vagamente "Zero" dei Bluvertigo, ma anziché ripetere "zeta e erre o", i due leggono il menù della colazione continentale dell'albergo o elencano gli ingredienti di una mystery box poco originale: "formaggio uova pollo salsiccia". Forse c'è una metafora difficile da cogliere, forse si stanno solo divertendo senza troppe pretese.
Del resto, il problema di "Cheese and eggs" è applicabile all'intero "Total entropy": c'è un equilibrio tra ironia e dannatismo in un progetto del genere? Quanta consapevolezza c'è del personaggio che si incarna e qual è la misura con cui ci si prende in giro? Negli anni, Asia Argento – e questo possiamo dirlo con assoluta certezza – non è stata scelta dai tanti collaboratori per le sue doti canore, ma la sua voce, a piccole dosi, può essere un ingrediente interessante per un album altrui. In un contesto più ampio, il suo personaggio può senz'altro aggiungere qualcosa e fa la sua figura nei credits, ma sentire l'attrice parlare e sospirare in tre lingue diverse per 16 pezzi di seguito è un'esperienza quantomeno faticosa. "Per me cinque minuti o l'eternità sono la stessa identica cosa", legge Asia nella traccia fantasma, e di certo con "Total entropy" il tempo non vola.
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