«BY REQUEST - Boyzone» la recensione di Rockol

Boyzone - BY REQUEST - la recensione

Recensione del 07 lug 1999

La recensione

E se fossero loro gli 883 irlandesi? Allora, ricapitoliamo: 10 milioni di album venduti in cinque anni (cifra da aggiornare quotidianamente, visto che c’è in giro questo greatest hits), 5 canzoni in vetta alle classifiche e il titolo – strappato prima dalle mani degli U2 e poi dei B*witched – di gruppo irlandese di maggior successo in termini di classifica. Una sfilza di hits – questo album ne conta 18 – sia scritti da loro che da altri per loro che ‘presi in prestito’ da altri autori e riproposti nel loro stile adolescenziale in crescita. Si passa dal pop più intrigante di “Picture of you” al revival strappacuore di “Love me for a reason”, dalle citazioni di Enya e Feargal Sharkey in “A different beat” a una ballad introspettiva dalle venature rock come “Baby can I hold you”, da classici come “Father & son” di Cat Stevens a brani di recente composizione come “When you say nothing at all”, già colonna sonora del film “Notthing Hill” ( a proposito, sul pezzo suonano il battistiano Andy Duncan e l’ex-produttore di Annie Lennox Stephen Lipson). Il gruppo di Ronan Keating mette in mostra un discreto stile, in questa raccolta: certo, siamo lontani anni luce dal pop anabolizzato e condito in salsa black dei BSB, così come dal loro look futurtarro: però un loro appeal da bravi ragazzi per brave ragazze i Boyzone ce l’hanno, e per il resto a colmare il gap ci pensano le canzoni. Che, con l’eccezione del nuovo singolo “You needed me” (sicuramente la canzone meno bella di tutta la raccolta), ci sono, almeno a giudicare dal fatto che oltre 10 sono entrate in qualche modo in classifica e 5, come già detto, sono arrivate in vetta. Il materiale è stato scelto con cura e permette a Ronan & co di ben figurare ovunque, finendo per rivestire un ruolo tutt’altro che secondario nella scalata al successo del gruppo. Per regalare qualche emozione al pubblico italiano, i cinque ragazzi dublinesi hanno inciso una versione di “You needed me” in coppia con Max Pezzali degli 883, a dire il vero un po’ più viva di quella totalmente anglosassone. Classifiche, a voi l’ardua sentenza…
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