«AMO - CAPITOLO 1 - Renato Zero» la recensione di Rockol

Renato Zero - AMO - CAPITOLO 1 - la recensione

Recensione del 12 mar 2013 a cura di Paola De Simone

La recensione

Un bel titolo: “Amo”. Un sottotitolo che offre aria alla nostra immaginazione: “Capitolo I”. E una copertina minimal, con solo un sigillo in ceralacca. A fermarsi qui ci sarebbero da fare solo tanti complimenti, ma naturalmente questo è solo il packaging del nuovo disco di Renato Zero, la cui sostanza è costituita dai quattordici brani in tracklist. Fossero stati meno, forse non saremmo qui a cercare le parole più adatte per dire che l’ascolto ci ha svigorito un po’. Fossero stati più originali, vien da pensare che non ci troveremmo nella difficoltà di dire con delicatezza che questo disco non ci appassiona. Quello che nel gergo degli addetti stampa si chiama “il nuovo attesissimo album di” - anche perché in questo caso arriva a soddisfare ben quattro anni di attesa (il precedente disco è “Presente”, del 2009) - potrebbe deludere chi da Renato Zero cerca guizzo e follia, che sono da sempre le sue carte migliori. Non sta a noi dire che fine abbiano fatto la genialità e il coraggio artistico di questo gigante della musica italiana, ma certo è che tra le nuove canzoni ne perviene solo qualche traccia. E su questo ci tocca pure infierire ulteriormente - e malvolentieri - visto che il brano più interessante e poetico del disco è “Un’apertura d’ali”, uno dei tre che non porta la firma di Zero, ma quella dell’indimenticato Gian Carlo Bigazzi, cui si rende così un grande omaggio. E a proposito di tributi, non mancano un tenero saluto alla portinaia “Angelina” e un sentito ricordo rivolto all’amico Lucio Dalla nel brano “Lu”, che suona come un applauso per un fratello d’arte, di cui si fatica a dimenticarne il sorriso e la stravaganza. Qui sì che troviamo la firma di Renato Zero, accostata a quella di Danilo Madonia, che cofirma buona parte delle canzoni, oltre a figurare tra i tre produttori che hanno messo la loro capacità al servizio di “Amo”: gli altri due sono Celso Valli e Trevor Horn (già produttore per Paul Mc Cartney, Simple Minds e Genesis).



Ed effettivamente sotto il profilo della produzione e degli arrangiamenti c’è poco da criticare, il lavoro è stato confezionato bene, seguendo un registro di eleganza e di ricchezza dei suoni, andando oltre l’abituale accostamento piano, chitarra, basso e batteria, tipico del pop, e allargando a sax soprano, tromba – quella di Fabrizio Bosso nella delicata “Oramai” – organo, contrabbasso, viole, violini e violoncello. Insomma un’orchestra distribuita nei brani con intelligenza e garbo. A fare da contraltare, però, interviene il linguaggio usato da Zero, fatto di predicozzi, smania di consigli, autocelebrazione e parole ormai consumate nei suoi ultimi dischi, in cui – in soldoni – si invita a sognare fino in fondo, a credere che ognuno è un eroe se lo vuole e che il cuore ha sempre ragione. Che possiamo fidarci di lui, poi, è dai tempi di “Onda gay” – cioè dal 1980 – che ce lo dice, ed è ancora qui a ribadircelo (nel singolo “Chiedi di me”). E noi, che di lui vorremmo ancora fidarci, proviamo a dimostrarglielo, adagiando tre stellette su di un disco che non brilla certo di luce propria.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.