«LOST SIRENS - New Order» la recensione di Rockol

New Order - LOST SIRENS - la recensione

Recensione del 14 gen 2013 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Le rotture/reunion sono quasi un genere letterario, nel rock. Storie che si ripetono secondo modelli ben consolidati, ma sempre interessanti. E in questo genere, la storia dei New Order è uno dei modelli per eccellenza.
Joy Division-NewOrder-successo-liti-pausa-ritorno-nuoveliti-nuovoscioglimento-insulti-beghelegali-nuovareunion-nuoviinsulti dall’escluso. Più o meno è andata così.
Con Peter Hook a fare la parte del guastafeste , che non perde occasione per gettare veleno e gli altri a cercare di andare avanti senza di lui.
“Lost sirens” doveva uscire più o meno un anno fa - ma la reunion senza Hooky, che ha generato un tour tra fine 2011 e 2012 - ha bloccato tutto.
Perché questo EP - 8 canzoni per poco meno di 40 minuti di musica - è il testamento della formazione classica: canzoni estratte dalle sessioni "Waiting for the sirens’ call" del 2005. Le ultime con l’inconfondibile basso di Hooky in formazione. Ed è vero che la nuova formazione suona egregiamente senza di lui - andatevi a risentire questo live dell’anno scorso. Ma quello, quel basso, era il marchio di fabbrica del gruppo.
Per il resto: musica molto legata al suono rock degli ultimi New Order. Poca roba danzereccia (soprattutto “Sugarcane”), molte chitarre con coloriture di elettronica, qualche cosa già conosciuta: una versione più secca (e alla Velvet Underground) di “I told you so” e “Hellbent”, uscita in versione edit qualche tempo fa su una raccolta.



In sostanza: ottima musica, come ne hanno prodotta quasi sempre i New Order. Grandi melodie, una capacità di fondere suoni diversi senza pari. Canzoni forse non al pari di quelle di “Waiting for the sirens call” - insomma, si sente che sono outtakes - ma sempre una spanna sopra molte delle cose che girano intorno. E un po’ di amarezza pensando che questi New Order qua, quelli con Peter Hook, sono già sepolti da anni sotto valanghe di insulti e recriminazioni reciproche. Peccato.
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