«WARRIOR - Kesha» la recensione di Rockol

Kesha - WARRIOR - la recensione

Recensione del 06 dic 2012 a cura di Pop Topoi

La recensione

Ke$ha fa schifo: lo dice lei stessa col nome @keshasuxx su Twitter. E fino all'altro ieri l'obiettivo principale della sua carriera sembrava quello di trovare sempre nuovi modi di fare schifo: presentarsi alle cerimonie di premiazione vestita di sacchi dell'immondizia, inaugurare un Tumblr in cui mangia la barba di uomini sconosciuti, celebrare un perenne stato di post-sbornia nelle canzoni. Era quasi impossibile criticarla quando era lei la prima a non prendere sul serio il suo personaggio e la sua musica. Poi "Tik Tok", la canzone in cui dice di lavarsi i denti col Jack Daniels, diventa la più venduta nel mondo nel 2010 e il primo album si piazza alla numero uno negli Stati Uniti. Ha trovato un modo di fare schifo che piace a tutti o non fa poi tanto schifo?
Di certo, con "Warrior" Ke$ha cerca di adottare un approccio molto più serio. Innanzitutto, meno autotune (il suo tanto criticato tratto distintivo) e meno dance facilona, dato che le influenze elettroniche più evidenti sembrano quelle della scuola francese (sul finale, sia "Supernatural" che "Warrior" diventano pezzi dei Justice). Ma è l'album rock promesso nelle interviste? Non proprio, anche se a Ke$ha non sembra mancare una porta d'accesso al genere: gli Strokes suonano nella strokesiana "Only wanna dance with you"; il batterista dei Black Keys presenzia in "Wonderland"; la traccia dell'edizione deluxe "Past lives" è una bella ballata prodotta dai Flaming Lips, coi quali Ke$ha ha già condiviso perfino una copertina.




E poi c'è Iggy Pop. In "Dirty love", il duetto sul sesso meno sexy del mondo, i due si urlano addosso sconcerie a caso (a un certo punto Iggy canta di scarafaggi e Rick Santorum!), ma Ke$ha tiene la scena, regge il confronto e sembra molto più a suo agio in questa veste che nelle canzoni dance che l'hanno resa celebre.
Non tutti gli esperimenti sono altrettanto riusciti e si sente il peso di un paio di rassicuranti tracce standard che sembrano b-side di Katy Perry, ma "Warrior" è un album che sposta Ke$ha in una direzione interessante e inattesa. Perlomeno non fa schifo.
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