«MAGIC HOUR - Scissor Sisters» la recensione di Rockol

Scissor Sisters - MAGIC HOUR - la recensione

Recensione del 25 giu 2012 a cura di Valeria Mazzucca

La recensione

Nonostante le condizioni climatiche piuttosto altalenanti di questi ultimi tempi, l'estate è iniziata. Di certo il clima da vacanze è già arrivato in casa Scissor Sisters anzi, sembra proprio che Jake Shears e compagni le vacanze se le siano già ampiamente pianificate. "Magic hour" è il loro nuovo disco: se fosse un luogo sarebbe Ibiza; se fosse un colore sarebbe un blu elettrico con striature fluo. Se fosse uno stato d'animo sarebbe la spensieratezza, Ferragosto se fosse una festa durante l'anno e un Sex on the Beach se fosse un cocktail. Insomma, per quanto possano aver sostenuto (nell'intervista rilasciataci poco tempo fa) di essersi mossi al di sopra delle logiche commerciali, indubbiamente quattro calcoli e annessi conti in tasca, la band di New York deve esserseli fatti prima di decidere di pubblicare, proprio nei primi giorni di caldo torrido, il loro nuovo disco.
A confermare questa tesi, si aggiungano le dichiarazioni del cantante che ha definito "Magic hour" permeato di quell'atmosfera ben nota a chi, abituato a tirar tardi in discoteca o a feste di ogni genere, torna a casa all'alba. Guarda caso "Baby come home" è la traccia che apre il disco, una canzone d'amore in puro stile Studio 54: la musica si accende, gli strobo cominciano a lampeggiare nel locale e la pista si riempie di esperti e pittoreschi ballerini. L'atmosfera si scalda sufficientemente per passare la parola a "Keep your shoes on", un pezzo strano, minimale e rozzo allo stesso tempo "ridicolo, divertente e pazzo", come lo ha definito la stessa band: "Non abbiamo idea di che c##zo significhi ma lo amiamo". Come non credergli? Uno dei tanti fattori nascosti tra le tracce di "Magic hour" è quello vincente chiamato Pharrell Williams: il cantante, discografico, designer, musicista, imprenditore e chi più ne ha più ne metta ha collaborato con gli Scissor Sisters per dar vita a "Inevitable", riportando il gruppo newyorchese verso quelle sonorità raffinate e più delicate degli esordi, qui piuttosto sacrificate alla dozzinalità. Con "Only the horses" la festa ha ufficialmente inizio: il singolo che porta in calce la firma di Calvin Harris, è anche il primo estratto ufficiale dall'album e svolge bene il compito di apripista. L'abuso dei synth, il ritmo martellante e ripetitivo, la lineare struttura del pezzo iscrivono automaticamente "Only the horses" al concorso per il "tormentone dell'estate 2012": oltre a "Self control", l'altra (temibile) concorrente è "Shady love", forse la vera rivale perché parte in vantaggio grazie alla presenza di Azealia Banks, la giovane rapper statunitense finita al primo posto della classifica degli artisti più "cool" del 2012, secondo NME. Le canzoni brillano di un esclusivismo divistico, talvolta affettato, talvolta più spontaneo come nel caso di "San Luis Obispo" (la contea di Los Angeles famosa per i suoi prezzi proibitivi e - tra le altre cose - per il motel rosa Madonna Inn, un vero e proprio monumento al kitsch); oppure come "Let's have a Kiki": "Kiki è una nota drag queen che ci ha ispirati per il disco. Ma è anche una parola magica che racchiude in sé divertimento, allegria, momenti speciali e risate con gli amici". "Let's have a Kiki" dice la canzone e suona come un brindisi o un augurio da intendersi più o meno maliziosamente, a discrezione dell'ascoltatore.
Come ad ogni festa che si rispetti c'è sempre il momento del "lento" così anche sul finire di "Magic hour" arriva "The secret life of letters", una ballata di piano e chitarra acustica seguita da "Somewhere", il gran finale che chiude la serata in bellezza. E' di nuovo l'alba, è ora di rincasare scalzi e sufficientemente stanchi per non pensare a niente.
In fin dei conti "Magic hour" è un lavoro ben fatto, dai confini ben marcati; piacevole nel suo genere, se si è nella giusta disposizione d'animo. L'esperienza degli Scissor Sisters ha solide fondamenta e, per questo motivo, l'album non si perderà in breve tempo nel firmamento delle piccole meteore della dance-pop. Durerà almeno fino a fine anno.

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