«RHYTHM AND REPOSE - Glen Hansard» la recensione di Rockol

Glen Hansard - RHYTHM AND REPOSE - la recensione

Recensione del 18 giu 2012

La recensione

Cambia il nome, cambia il marchio, ma la musica, l’intensità è sempre quella. Glen Hansard “esordisce” come solista con “Rhythm and repose”. E le virgolette sono d’obbligo per quest’artista, sulla scena da più di 20 anni, come attore (nei “Commitments” di Alan Parker, prima ancora che in “Once”, film che gli è valso un Oscar), come leader dei Frames e come co-leader dei Swell Season, il duo nato proprio dal successo del film “Once”. Ma poi la strada si è divisa da quella di Marketa Irglova, che ha pubblicato un disco solista (e si è sposata). E così eccoci qua, al primo disco totalmente a suo nome. Scelta che forse può confondere qualcuno...
Ma non quando comincia la musica: le prime note di “You will become” portano quello stile inconfondibile che l’ha reso unico nell’affollato panorama dei cantautori anglosassoni. Quell’intensità, appunto, che hanno in pochi: lui, il suo conterraneo Damien Rice (sparito dalla produzione discografica), Josh Ritter e non molti altri. Atteggiamento poco “indie” e molto tradizionale nell’impostazione, ed è un bene: “Rhythm and repose” è un disco di cantautorato classico, vanmorrisoniano in diversi momenti - come già lo erano alcuni episodi di “Strict joy”, ultimo lavoro con Swell Season. Ma quel soul dai capelli rossi qua raggiunge nuovi livelli: “High hopes”, “Maybe not tonight”, “Love don’t leave me waiting”. Hansard ha voce e scrittura, ma non lo si scopre adesso. E se non lo avete ancora scoperto, è l’occasione buona, l’ennesima.
In "Rhythm and Repose" Hansard è alle prese con strutture e musiche più scarne e minimali, che rendono giustizia alla sua voce e alla sua intensità (si, è la terza volta che lo diciamo, ma davvero non c’è altro termine per definirlo..). Forse non sempre alla sua capacità di arrangiare le canzoni - che qua emerge soprattutto nell’ipnotica “Talking about the wolves”.
A dire la verità, sulla lunga distanza, a “Rhythm and Repose” così come agli Swell Season manca un po’ quella carica rock che Hansard sa esprimere benissimo con i Frames - che per fortuna lo accompagneranno nel futuro tour solista che passerà da Bologna il 18 luglio. Ma parliamo conunque di un artista dalle capacità fuori dal comune, che anche in questa veste rimane una spanna sopra alla maggior parte dei cantautori in circolazione.

(Gianni Sibilla)

“You will become”
“Maybe not tonight”
“Talking about the wolves”
“High hope”
“Bird of sorrow”
“The storm, it's coming”
“'Love don't leave me waiting”
“What are we gonna do”
“Races”
“Philander”
“Song of good hope”
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.