TUTTO QUA

Halidon (CD)

Voto Rockol: 4.0 / 5
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In undici anni possono cambiare tante cose e tante cose sono cambiate dall’ultimo album di inediti di Fabio Concato. Quello uscito nel 2001 è “Ballando con Chet Baker”, mentre è di questi giorni “Tutto qua”. Nel mezzo l’addio alla Universal, l’incontro con la Halidon (attuale etichetta e distributore), il recupero di musicisti di vecchia collaborazione come Massimo Luca, il consolidarsi del rapporto professionale con Pier Carlo Penta (ancora una volta alla produzione artistica, questa volta però a sei mani con Ornella D’Urbano e lo stesso Concato) e soprattutto tanta vita privata. I capelli si sono definitivamente ingrigiti, ma il tempo non ha sfiorato l’ironia e la delicatezza che hanno sempre caratterizzato la produzione del cantautore milanese. E se nel 2001 avvertivamo una certa stanchezza mista a disillusione - specchio di una crisi che stava affacciandosi al mondo della discografia - adesso - che la crisi è diventata una convivente - ritroviamo un cantautore entusiasta e vitale, che nelle undici tracce inedite si concede con generosità e sicurezza, seppur con la sua onnipresente vena nostalgica e senso della misura. Si avverte la cura del suono e soprattutto la finezza dell’arrangiamento, che vede prevalere strumenti cordofoni ad arco (violino, viola e violoncelli) e fiati (flauto e clarinetto), ma mai molto distante da scelte pop, che Concato ha sempre saputo interpretare però con una cifra stilistica di pura eleganza. Si rinnova anche in questo disco l’incursione jazzistica, che nei lavori del cantautore milanese non è quasi mai mancata: dal 1979 con la presenza dell’armonicista Toots Thielemans nel disco “Zio Tom”, fino a oggi con il pianista Stefano Bollani presente nel brano autobiografico “Se non fosse per la musica”. E in tema di strizzate d’occhio ad atmosfere più afroamericane, citiamo anche la canzone “Breve racconto di moto”, che risalta anche per l’interpretazione ironica, dove Celestina ci richiama alla memoria quella storica “Rosalina”, ricordata tra i suoi successi di sempre, ma solo per assonanza, che qui è tutta un’altra storia. Tante le canzoni che meriterebbero citazione, ma due su tutte non passano sicuramente inosservate: “Carlo che sorride”, dedicata all’amico musicista Carlo Gargioni, scomparso prematuramente tre anni fa, e “Un trenino nel petto”, secondo singolo estratto, che intenerisce per la sua disarmante semplicità. In entrambe queste canzoni i testi si snodano a tratti in un dialogo narrato, rispettivamente con un amico e con un amore, mezzo linguistico sempre utile per confrontarsi su idee ed esprimere sentimenti. E Concato questo lo ha capito, per istinto e con ragione, tanto da farne da sempre un uso davvero ricorrente, che lo aiuta a farci riflettere e soprattutto a commuoverci. Dicevamo che in undici anni possono cambiare tante cose, ma non il talento, quello non sbiadisce. Non in questo caso.

(Paola De Simone)


TRACKLIST:

“L’altro di me”

“Stazione nord”
“Tutto qua”
“Papier Mais”
“Carlo che sorride”
“Se non fosse per la musica”
“Non smetto di aspettarti”
“Breve racconto di Moto”
“Il filo”
“Sant’Anna (di Stazzema)”
“Un trenino nel petto”