«Y AHORA QUE HACEMOS? - Jarabedepalo» la recensione di Rockol

Jarabedepalo - Y AHORA QUE HACEMOS? - la recensione

Recensione del 08 ago 2011

La recensione

Uno dei motivi per il quale ho vivo ricordo dell’estate del 1997 - oltre a un’isola greca che mi è rimasta particolarmente nel cuore e ai due cadaveri eccellenti mai dimenticati Gianni Versace e Lady D. - è la continua e ossessiva programmazione che le radio italiane avevano de “La flaca”, canzone firmata dagli allora esordienti Jarabe De Palo (in quella estate di fine secolo il nome del gruppo non si scriveva tutto attaccato come ora). Quella canzone e il suo ritornello - “por un beso de la flaca darìa lo que fuera, por un beso de ella aunque solo uno fuera” - omaggio alle ragazze cubane che tanto ammaliarono il catalano Pau Donès in suo viaggio nell’isola del Ron e di Fidel Castro valgono una carriera. Il successo infatti fu planetario ma una scintilla e un’intesa del tutto particolare scoccò tra i ragazzi spagnoli e il nostro bel paese. Intesa musicale che non è mai venuta meno e che nel tempo ha generato una collaborazione continua con gli artisti italiani, primo fra tutti Jovanotti ma anche Niccolò Fabi, Fabrizio Moro, Zucchero e Francesco Renga che partecipa a “La quiero a morir” primo singolo scelto per l’edizione italiana del nuovo “Y ahora què hacemos?”, nel disco la stessa canzone è presente anche nella versione spagnola interpretata in compagnia della popstar iberica Alejandro Sanz.
Un disco nato acustico che ha poi avuto l’urgenza di essere rivestito di sonorità più rock per esplicitare meglio e dare maggiore forza a quanto si voleva comunicare. E’ proprio su questo doppio binario discettando in primis di amore, il motore primo e forse unico che muove le caduche facezie del mondo, ma anche di libertà, giustizia e amicizia che si dipanano le quattordici canzoni contenute nel cd.
In definitiva gli Jarabedepalo in questo album non si discostano da un piacevole pop-rock e confermano tutti i loro stilemi e le loro principali caratteristiche. E non stiamo parlando di squadra che vince non si cambia, di vena inaridita o di replicare un format che fino ad oggi ha portato buoni risultati; è proprio che il gruppo intende la musica e la vita in questo modo e in quel modo vuole proseguire il suo discorso umano e artistico. Nulla da eccepire su tale continuità di intento, “Y ahora què hacemos?” è un ascolto molto gradevole e garbato. L’unica controindicazione che potrebbero incontrare dalle nostre parti questa manciata di buone canzoni è la ben disposizione di un pubblico che non ha più, rispetto a qualche anno fa, una simpatia totale e acritica verso la musicalità dell’idioma ispanico.
Per l’estate 2011 purtroppo per Jarabedepalo nessuna Flaca è pronta per sbancare le charts e purtroppo per me nessuna isola greca è all’orizzonte. L’augurio è che dopo Amy Winehouse non ci siano altri cadaveri eccellenti a riempire i rotocalchi.


(Paolo Panzeri)
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