«MUSIC FROM SPIDERMAN - TURN OFF THE DARK - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - MUSIC FROM SPIDERMAN - TURN OFF THE DARK - la recensione

Recensione del 14 giu 2011 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Chi non si è perso seguendo le vicende di questo musical alzi la mano... Poche mani alzate? Probabilmente perché in molti si sono stufati di star dietro a questa storia, che va avanti da anni. E chi l’ha seguita spesso l’ha fatto da “hater” degli U2, che in questo progetto hanno investito parecchio, rischiando pure di perderci la faccia.
Comunque: 70 milioni di dollari investiti. Da stasera, 14 giugno, si fa sul serio. Finite le “preview”, i rodaggi e le anteprime, si va in scena, e i critici - che nel mondo di Broadway possono decidere le sorti di uno spettacolo - possono scrivere e giudicare. C’è chi ne ha parlato bene - gente comune che è andato a vederlo, giornalisti non di settore; ma l’aria che tira non è delle migliori. Tutti sono concordi nel definire il progetto iperambizioso, sia musicalmente che narrativamente, in termini di messa in scena. Vedremo.
Sia quel che sia, oggi esce anche il “Cast recording”, ovvero le canzoni cantante dagli interpreti del musical. Le canzoni, lo saprete, le hanno scritte Bono e The Edge. Che però non ci sono, o meglio appaiono solo in “Rise above 1” e “Picture this”: duettano nel primo caso con Reeve Carney, l'attore che nel musical di Broadway è Peter Parker/Spider-Man, nel secondo caso anche con Jennifer Damiano. The Edge suona “Sinistereo”. Il tutto è prodotto da Steve Lillywhite.
Chiaramente, questo non è il rinviatissimo disco nuovo degli U2. E non è neanche quello che qualche fan sperava, ovvero una manciata di nuove canzoni cantate dai loro autori. Per carità, la mano degli U2 si sente eccome: lo strumentale iniziale è puro The Edge, “Boy falls from the sky” è puro Bono, ed è pure cantata dignitosamente (ma il confronto con la voce del cantante degli U2 è ovviamente impietoso). Il fatto è che difficile giudicare queste canzoni fuori dal loro contesto; a parte un paio di casi (“Rise above”, “Boys falls from the sky”) non sembrano lasciare il segno più di tanto, sinceramente. In alcuni casi sono sono sicuramente bruttine, come il dance pop di “ A freak like me”.
Insomma, parlando dal punto di vista strettamente discografico - che è quello che possiamo valutare qua - “Turn off the dark” è un’operazione inevitabile: una sorta colonna sonora, per di più scritta da grandi artisti. Ma ascoltata così lascia un po’ il tempo che trova e rischia di essere diretta più ai fan della band, che pure troveranno materiale firmato dai loro beniamini, ma solo due canzoni interpretate direttamente. Speriamo che prima o poi arrivino tutte le registrazioni nella versione di Bono e The Edge, per godercele un po’ di più.

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