«LASERS - Lupe Fiasco» la recensione di Rockol

Lupe Fiasco - LASERS - la recensione

Recensione del 07 mar 2011 a cura di Alessandra Zacchino

La recensione

Sono passati quasi tre anni da quando Lupe Fiasco ha gettato le basi per l’album “Lasers”. Allora aveva un titolo diverso, ma l’artista ne parlava già con fierezza e teneva costantemente aggiornati i fans in merito ai nuovi pezzi e alle date di pubblicazione. Ma la sua autonomia d’artista è stata messa a dura prova. La sua casa discografica, la Atlantic Records, non era così entusiasta della sua sincerità artistica, obbligandolo alla fine (secondo quello che si racconta in giro) a dei compromessi. Per questo, il rapper ha messo le mani avanti dichiarando quanto segue: “Posso dire che un disco come ‘The cool’ ha il mio sangue, le mie lacrime e il mio sudore. Con ‘Lasers’ non ho questo rapporto viscerale. Mi sento piuttosto neutrale”. Viene quindi spontaneo chiedersi, che album poteva essere se non ci fosse stato tutto questo dramma e, parimenti, il nostro giudizio non può essere neutrale, sapendo che lo stesso artista non lo sente poi così degno del suo genio.
Lupe Fiasco ci ha in passato abituati ad album di ottima fattura ed è dunque comprensibile da parte dell’autore rifiutare o prendere le distanze da un disco che, seppur di buon livello, abbassa di molto la su media. Vediamo perché. Dopo l’eccellente esordio di “Food and liquor” e il seguito di “The cool”, “Lasers” appare già dalle prime battute come qualcosa di strano. Strano, solo perché non ci saremmo mai aspettati un disco così tanto pop o elettronico e “auto-tune oriented” da Lupe Fiasco, sia chiaro. Questo, i fans della prima ora potrebbero non digerirlo tanto facilmente. Ciò detto, bisogna quindi dimenticare il passato e giudicare l’album per quello che è: un disco dell’era Black-Eyed-Peas e B.O.B. e in questo senso si troverà la giusta (e degna) collocazione per “Lasers”. Così, le canzoni sembrano perfette figlie del proprio tempo come la “radio friendly”, “Break the chain” o “Never forget you” con John Legend, ma anche “I don’t wanna care right now”, una delle tre con la partecipazione di MDMA…che allo zoccolo duro nel fanbase di Lupe, farà venire qualche facile battuta.
“Lasers” offre canzoni che stanno in piedi e che nello scenario discografico attuale, sono perfettamente coerenti, ma lasciano l’amaro in bocca per chi s’aspettava il raggiungimento di un livello superiore da Lupe Fiasco. Forse dovremmo simpatizzare con il sentimento di sconforto dell’autore, ma riesce difficile pensare che “Lasers” sia il risultato di un’operazione alla Milli Vanilli o che Fiasco avesse una pistola puntata alla tempia quando registrava queste canzoni. Dopo questa virata, gli adepti del libero pensatore Lupe Fiasco, sapranno riconoscere nell’album una realtà edulcorata da esigenze di mercato e imposizioni discografiche? Sapranno leggere tra le righe dell’abbagliante luce al neon di “Lasers”? Lupe Fiasco se lo augura e all’indomani dell’uscita dell’album dichiara: “Non mi aspettavo che questo disco ispirasse così tanta negatività”. Sempre meglio dell’insipida e comoda neutralità.

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