«CONTROCULTURA - Fabri Fibra» la recensione di Rockol

Fabri Fibra - CONTROCULTURA - la recensione

Recensione del 24 set 2010

La recensione

Mi sono sempre domandata come faccia un rapper a usare così tante parole per una canzone. Penso di essere arrivata al punto di ammirare l'hip hop per questo, specie artisti come Fabri Fibra. Il Nostro usa centinaia di frasi e parole per una stessa canzone, e quella canzone è capace di durare cinque minuti buoni e in un disco magari di brani così non ce ne sono dieci, ma diciotto, come in "Controcultura".
E' una cosa che mi ha sempre affascinato perchè con un concetto di Fibra, cantautori melodici italiani potrebbero tirarci fuori un album intero, invece lui no, lui concentra tutto nella stessa canzone, a volte per chiudere il discorso, altre solo per metterlo sul banco, e continuarlo con le tre canzoni successive.
"Controcultura" è un disco potente, come potenti e pungenti sono le rime di Fibra. Non lascia scampo a nessuno, sempre attento a non prendersi mai sul serio, sdrammatizzando la sua figura qua e là, con intermezzi musicali parlati o con versi cuciti addosso, tanto spinti al limite dell'autoreferenzialismo come la frenetica "¡Ù" o "+ o -", uno dei pezzi più belli dell'intero disco.
La cupa e realista "6791" apre il disco sotto una pioggia battente per lasciare posto alla spregiudicata "Escort", che insieme a "Double trouble" e "Vip in trip" lancia rime cariche di giudizi e prese in giro a quasi tutta la scena mediatica italiana fatta di attrici, fotografi, politici e cantanti da talent show.
Azzeccati e potenti i duetti, specie due: quello con Marracash, capolavoro hip hop dal titolo "Qualcuno normale", dove si denuncia la facilità con la quale al giorno d'oggi la gente senza talento diventi famosa, diventando d'esempio per molti giovani, episodi che davvero fanno venir voglia di dire "Lavori una vita ma tutto questo è normale, la gente è impazzita ma tutto questo è normale", e quello con Dargen D'Amico nel quale in una cruda "Insensibile", senza troppe metafore e giri di parole, Fibra canta cos¨¬: "Sono un insensibile, dimmi dimmi se anche te sei come me. Paolo Brosio con la coca ci scopava una modella al piano sopra c'era Calissano steso in barella". Energiche anche le altre tre collaborazioni, come quella con Entics in "Troppo famoso", con Simona Barbieri in "In alto" e con Dj Double S in "La fretta". Il disco prosegue e siamo ormai in dirittura d'arrivo: l'ultimo episodio da menzionare è uno dei brani più commerciali ma ben riusciti dell'album, "Le donne".
Ecco, non saprei affermare con assoluta certezza che, una volta arrivati alla diciottesima canzone, si abbia voglia di rimettere il disco di Fibra da capo, come non sono certa che si possa arrivare alla fine senza avere avuto un minimo di sbandamento qua e là. Ma questo non perchè le canzoni non funzionino o perchè non ci sia da divertirsi e da pensare, ma semplicemente perchè il ritmo del disco è molto alto, non cede mai, mai un colpo calante, e allora ogni tanto si ha voglia di spegnerlo, di prendersi una pausa tra cinque canzoni e altre cinque, per poi ritornare a pieni polmoni a respirare il mondo del rap.
"Controcultura" è un disco che non delude le aspettative e che farà esaltare ancor di più i seguaci di Fabrizio Tarducci ma anche gli scettici meno amanti del rap.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"6791"
"Escort"
"¡Ù"
"Double Trouble"
"+ o -"
"Spara al diavolo"
"Controcultura"
"Vip in Trip"
"Qualcuno normale" con Marracash
"Insensibile" con Dargen D'Amico
"Tranne te"
"Non potete capire"
"3 Parole"
"Rivelazione"
"Troppo famoso" con Entics
"Le donne"
"In alto" con Simona Barbieri
"La fretta" con Dj Double S
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