«SOMETHING FOR EVERYBODY - Devo» la recensione di Rockol

Devo - SOMETHING FOR EVERYBODY - la recensione

Recensione del 29 giu 2010 a cura di Franco Zanetti

La recensione

Eh, è un problema. Cosa ci si può aspettare da una band che hai molto stimato – “amato” è una parola troppo grossa, per me e per i Devo – fin da quando hai comprato il suo primo singolo, nel (aaaagh!) 1977 (nell’edizione originale della Boojii Boy Records: lato A, “Mongoloid”, lato B: “Jocko Homo”) e che hai seguito con curiosità e attenzione finché ce l’hai fatta – diciamo fino a “Total Devo”, 1988: a cercare ed ascoltare “Smooth noodle maps”, 1990, non ci hai proprio più pensato?
Seguendo la teoria della de-evoluzione, geniale giustificazione musical-filosofica sulla quale i Devo hanno costruito la loro intera esistenza, da un disco che esce vent’anni dopo l’ultimo album di inediti ti puoi aspettare (appunto) una dimostrazione tangibile della de-evoluzione: per esempio, canzoni per bambini del 2010 (in stile Dev2.0: se non sapete di che parlo, andate a cercare su Wikipedia). Invece ci trovi quello che non ti aspettavi: una riproposizione degli stilemi classici della band (melodie semplici e orecchiabili, ritmi elettronici robotici e squadrati), che agli inizi erano originali e sorprendenti, oggi suonano inevitabilmente datati.
In un certo senso, con “Something for everybody” i Devo si trovano a competere in una scena sonora che hanno contribuito in maniera determinante a creare. Il guaio è che oggi i fratelli Motersbaugh (Mark e Bob) e Casale (Jerry e Bob) hanno fra i 58 e i 62 anni, non hanno proprio più il fisico per le tutine di tyvek di cui furono i pionieri, e benché abbiano inventato una nuova maschera facciale non sono più, tristemente, credibili. L’autoironia non gli manca, e per fortuna!; ma un po’ di senso della misura (e del ridicolo) forse sì.
Ciò detto, la vera novità dei Devo versione 2010 è che hanno cambiato il colore del loro oggetto-feticcio, quella specie di vaso da fiori/stampo da budino (loro lo definiscono “energy dome”) che si mettevano in testa ai tempi di “Freedom of choice”: era rosso, è diventato blu, loro dicono come risultato della consultazione di un focus group – spero che ci stiano amabilmente prendendo in giro. Nei testi, ad aver voglia di andarseli a cercare sul loro sito (ma perché non metterli nel libretto?), ci sono ancora delle sferzate di ilare satira della vita contemporanea (in “What we do”: “Cheeseburger, cheeseburger, do it again!”); e alcuni brani sono innegabilmente efficaci (“March on”, per esempio, che non sfigura rispetto ai vecchi classici). Ma non basta, temo.
Da fan della primissima ora, avanguardista antemarcia, mi chiedo cosa possano dire al pubblico contemporaneo i Devo: a me, “Something for everybody” ha fatto venir voglia di andare a riascoltare “Q: Are we not men? A: We are Devo!”, l’album del 1978 prodotto da Brian Eno, "Smart Patrol"/"Mr. DNA" – la traccia migliore del successivo “”Duty now for the future”, 1979 – e soprattutto la fantastica “Girl U want”, brano di apertura di “Freedom of choice”, 1980. E mi ha fatto, una volta di più, rimpiangere i tempi del vinile: in formato 30 centimetri, questa copertina sarebbe stata ancora più eccitante.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.