«RADITUDE - Weezer» la recensione di Rockol

Weezer - RADITUDE - la recensione

Recensione del 10 nov 2009 a cura di Rossella Romano

La recensione

Eccolo qui il nuovo album dei Weezer,"Raditude", che arriva ad un anno di distanza da "The red album" del 2008, dove qualcosa non aveva funzionato del tutto facendo passare il disco pressochè inosservato. Ora Rivers Cuomo e soci tornano alla ribalta con dieci brani che vorrebbero far dimenticare il recente passato e, a detta dello stesso Cuomo, dovrebbero restituirci i Weezer dei primi dischi, come il portentoso "The blue album" del 1994, che li ha fatti eleggere "alternative rock band" per eccellenza, con il pezzo dal video più geniale di tutti i tempi, "Buddy Holly, e il successivo "Pinkerton" del 1996. In tutta onestà di quei Weezer, in "Raditude", non c'è alcuna traccia, nemmeno a cercarla bene. Nonostante la volontà di ritrovare le sonorità di un tempo, le melodie risultano molto pop e davvero poco rock: ne è un chiaro esempio il singolo, scelto come biglietto da visita dell'album, "(If you’re wondering if i want you to) i want you to", dal motivetto accattivante e dalla chitarrina leggera. Sono da prendere in esame anche i duetti che copaiono nel nuovo lavoro della band statunitense: uno con gli All American Rejects, in “Put me back together", brano dal tocco "giovane", si qualifica come una possibile hit tra i teenager; e l'altro con il rapper Lil Wayne, in “can’t stop partying”, dove si esalta la voglia sfrenata di feste e divertimento alla "selvaggia maniera", risuonano note di sottofondo al limite dell'electro. Atmosfera festaiola anche per "I'm your daddy", il cui testo recita: "Ero ad una festa con i miei amici.. abbiamo iniziato a parlare... e l'ho capito subito... sei la mia bambina e io il tuo paparino stanotte", altrettanto per "The girl got hot", di cui è meglio tralasciare la traduzione. Invece, "Get me some" è un urlo contro l'insoddisfazione ed un incoraggiamento a prendersi quello che la vita offre di più bello, mentre “I don’t want to let you go” è dedicata ai cuori spezzati, che implorano in ginocchio la loro metà a non andar via. Dopo un'attenta analisi del disco, viene da pensare: non è che i Weezer sono stati colti dalla crisi di mezza età ed hanno voluto fare un salto indietro, ma non al livello musicale, bensì a livello fisico? Nella speranza che Cuomo ritrovi la via di casa, "Raditude" potrebbe essere il disco perfetto da ascoltare in auto mentre si va ad un party alla John Belushi stile "Animal House".

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