«ALI E RADICI - Eros Ramazzotti» la recensione di Rockol

Eros Ramazzotti - ALI E RADICI - la recensione

Recensione del 04 giu 2009

La recensione

Riducendola all'osso è una storia di numeri e musica, grandi numeri e grande musica. Anche di successo, soprattutto di successo. Numeri come fossimo al banco del lotto. Il 2009, tanto per iniziare. E’ il numero che contraddistingue l’anno corrente, l’anno in cui viene pubblicato “Ali e radici”, l’undicesimo album di Eros Ramazzotti, raccolte escluse. Un altro numero legato al cantante romano è il 1984. Un numero a quattro cifre, l’anno in cui, giovanissimo di belle speranze, si presentò e sbancò, alla sua prima apparizione, il Festival di Sanremo nella sezione giovani con quel capolavoro di canzone che è “Terra promessa”. Proprio con questa canzone nella storia, all'inizio della storia, come si conviene ai grandi, entra in scena il successo. Un successo continuo, ininterrotto, senza fine. Un successo che ha pochi eguali nella musica pop del mondo latino dell’ultimo quarto di secolo (perchè Eros, mai dimenticarselo, è un’icona del made in Italy nel mondo…non a caso, questo nuovo cd esce contemporaneamente anche in lingua spagnola con il titolo “Alas y raices”).
Le undici canzoni che propone Eros in “Ali e radici”, per celebrare il suo venticinquennale idillio con il successo, sono costruite con la forza e la precisione di arrangiamenti, quasi sempre per archi, che rasentano la fredda perfezione mentre i testi hanno il pregio e il segreto di cui si ciba il pop: la semplicità.
Le canzoni di “Ali e radici” parlano dei rapporti che più ci riguardano, quelli che abbiamo con l’altro sesso e quelli che abbiamo con noi stessi. Si parte, vento in poppa, con “Appunti e note”, Eros ci accoglie informandoci che la sua vena creativa ed emozionale non si è ancora esaurita “forse perchè in fondo ad ogni storia nuova manca quella frase che non ho scritto ancora”. A seguire incalza “Il cammino”, una ballata nella quale si erge sopra tutto la voce così nasale e particolare del nostro. “Parla con me”, il singolo scelto per conquistare i programmi radiofonici e per deliziare i fans, esorta a non chiuderci in noi stessi anche quando è proprio dura dura ma ad esternare quanto ci angustia e a credere sempre nell’amore verso gli altri e nel rispetto verso noi stessi. “L’orizzonte” è una preghiera innalzata alla propria amata così come “Affetti personali” è cantata in onore all’amicizia. “Controvento” è l’ipotetica lettera d’addio al proprio (un tempo) amore, lettera che rimane puro intento poichè “ti volevo dire che tutto sta per finire ma ci sono parole che poi non riescono a uscire”. La canzone che ha il titolo dell’album è simbolica degli impulsi che vivono perennemente in tensione dentro di noi: il rimanere e l’andare, il trattenersi e il lasciarsi fare. “Bucaneve” è un disperato urlo d’amore di una persona che ha un vissuto alle spalle e cammina con la disillusione al suo fianco. “Nessuno escluso” e “Non possiamo chiudere gli occhi” sono gli episodi in cui si cambia registro e si denuncia l’egoismo, la violenza e l’ingiustizia di questo mondo invitando e auspicando un risveglio delle coscienze. “Come gioielli” è il gran finale dedicato alle cose da salvare: il sorriso di un bambino, il bacio di una madre, un gesto di fraternità.
Nel nome della semplicità “Ali e radici” è un album riuscito, anzi riuscitissimo. Prova ne sarà che nella calda e pigra estate italiana ormai alle porte, se ti troverai - turista fai da te - ad attraversare nelle prime ore del pomeriggio una viuzza solitaria di un borgo collinare oppure a sfidare la confusione di una spiaggia oltremodo affollata e ci sarà una radio che manderà della musica, puoi scommettere le monete che hai in tasca che sarà Eros Ramazzotti a tenerti compagnia.


(Paolo Panzeri)
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