«808S & HEARTBREAK - Kanye West» la recensione di Rockol

Kanye West - 808S & HEARTBREAK - la recensione

Recensione del 04 dic 2008

La recensione

Dopo aver conquistato il mondo con i suoi dischi precedenti (l'ultimo, quasi perfetto, si intitolava "Graduation"), Kanye West torna con un nuovo album dalle sonorità inaspettate: "808s & heartbreakes".
In realtà già da mesi, da prima che uscisse il singolo "Love lockdown", i più informati facevano sapere che il rapper e produttore aveva in serbo per i suoi fan qualche sorpresa: nessuno però sembrava sbilanciarsi troppo, l'unica cosa certa era che Kanye avrebbe cantato. E lo avrebbe fatto in ogni singola traccia del nuovo lavoro. Che West non sia un cantante è cosa risaputa, e per mediare al problema ha scelto di abbracciare senza esitazione la nuova moda del momento in ambito black: l'utilizzo smisurato del vocoder e dell'autotune, due effetti che rendono la voce roboticamente intonata.
Rilanciato da Lil'Wayne e T-Pain, il vocoder è già stato protagonista della scena anni fa, e per questo tende ad avere un sapore già vecchio in partenza, già sentito.
Aggiungiamo il fatto che Kanye (come dicevamo sopra) è solo uno dei tanti ad aver riscoperto questa tecnica, e non gode quindi dell'immunità concessa a chi riporta in vita una particolarità dal sapore "vintage".
Purtroppo però questo non è l'aspetto più deludente di "808s & heartbreaks": da un maestro delle produzioni come West, lui che ha saputo regalarci momenti di vera magia, ci aspettavamo basi molto più interessanti.
Le linee guida di questo disco sembrano essere invece la ripetizione, le atmosfere fredde e sintetiche e poca melodia. Dodici brani che ci fanno sfiorare la noia con un dito (ne è un esempio "Say you will", della durata di oltre 6 minuti). Le collaborazioni regalano un po' di movimento al disco: quella con Kid Cudi in "Welcome to heartbreak" sembra essere la più riuscita, mentre la collaborazione con Lil'Wayne in "See you in my knightmares" è una assoluta dichiarazione d'amore agli effetti dei quali parlavamo prima. Il risultato è un tantino delirante, ma... è proprio il caso di dirlo: de gustibus.
Buona la prova di Mr Hudson in "Paranoid", che è anche la canzone con la base più accattivante. Sorprende il fatto che non sia stato scelto questo brano come secondo singolo, al quale è stata preferita la meno entusiasmante "RoboCop".
Nella tetra "Amazing" fa la sua comparsa anche Young Jeezy: finalmente qualche strofa di sano rap.
Naturalmente non manca il singolo "Love lockdown", inizialmente accolto con un po' di perplessità negli Stati Uniti ed eletto subito dopo "banger" della stagione, insomma un successo.
Ora forse vi starete domandando se, in sintesi, l'album ha superato la prova o meno. La realtà è che rispondere non è facile: la critica di tutto il mondo è divisa, spaccata a metà, e spaccato a metà è anche il nostro parere.
Di certo Kanye ha saputo spiazzarci con uno stile del tutto inaspettato, ma d'altro canto è lecito chiedersi: avranno ragione quelli che parlano di un West troppo "avanti", tanto da rendere la sua musica poco comprensibile alle masse? O si tratta della solita scusa trita e ritrita?
Intitolando il disco "808s & heartbreak", in cui 808 rappresenta la sigla di una storica batteria elettronica utilizzata a grandi dosi in questo lavoro, Kanye ha voluto avvertirci? Una sorta di "entrate a vostro rischio e pericolo"?
E ancora: forse Mr. West sognava di realizzare un disco così da tutta la vita e non si è lasciato influenzare dalla fama e dai gusti più semplici della gente?
Sì, Kanye potrebbe aver sopravvalutato il suo pubblico. Ma potrebbe anche aver sopravvalutato la sua musica.

TRACKLIST

02. Welcome to heartbreak feat. Kid Cudi
04. Amazing feat. Young Jeezy
06. Paranoid feat. Mr Hudson
07. RoboCop
10. See you in my knightmares feat. Lil'Wayne
12. Pinocchio stroy (freestyle live from Singapore-
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