«11 - Bryan Adams» la recensione di Rockol

Bryan Adams - 11 - la recensione

Recensione del 16 mag 2008

La recensione

Cosa si può dire di un disco di Bryan Adams nel 2008? E' difficile a dirsi, specie se il disco è l'ultimo pubblicato dall'artista canadese, "11". Chi ha in mente l'Adams di "Summer of '69" o di "Run to you", tanto per citare due delle sue hit più famose, può anche mettersi l'anima in pace: nonostante si vociferi di un suo tentativo di ritornare il "vecchio" rocker di una volta, lasciando da parte lo slancio più cantautorale degli ultimi anni, il risultato finale, anche se sufficiente, non è dei migliori. Per promuovere il Nostro a pieni voti non basta infatti che sia tornato a lavorare con lo storico collaboratore Jim Vallance (di sua produzione i tre brani "Tonight we have the stars", scelto come primo singolo, "Flower grown wild" e "Walk on by"), e non basta nemmeno che abbia azzeccato due canzoni come l’orecchiabile "I thought I'd seen everything", e l’incalzante "Somethin' to believe in”. Spiace dirlo, ma in questo disco - atteso o meno lo si lascia decidere al pubblico - Adams non convince fino in fondo, come del resto la maggior parte delle canzoni. Esempio su tutte “Oxigen", che sarebbe anche un brano degno di nota se non sfruttasse fino all’esasperazione la buona melodia ed il ritornello. Anche brani come “We found what we were looking for” e “She’s got a way” non riescono a rialzare le sorti di “11”: la prima per via di un intro che rimanda a “With or without you” degli U2 (unica nota fattibile su tre minuti e mezzo di canzone), e la seconda perché poco incisiva e con un testo scontato (“And I can't run away she's got a way to make me stay”).
Ci sono poi canzoni come “Broken wings”, con un arrangiamento semplice ed una voce supportata da un bel coro, si apre bene sul finale diventando una boa di salvataggio a metà del disco. Ai veri punti di riferimento di tutto l’album, infatti, ci si avvicina solo sul finale: “Flower grown wild”, dove Adams sembra essersi ricordato di come si suonino e si cantino delle belle canzoni in puro stile rock, e “Walk on by”, dolce ballad in versione acustica, sono gli episodi più felici dell’intero disco.
Nel passaggio da cantautore a rocker Bryan dev'essere inciampato da qualche parte, perdendosi per strada la creatività e la bravura che lo hanno quasi sempre caratterizzato. E tutto ciò lo si capisce anche dopo pochi ascolti, con la consapevolezza che forse per essere più incisivo avrebbe dovuto osare un po' di più.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"I thought I'd seen everything"
"We found what we were looking for"
"Oxygen"
"Broken wings"
"I ain't losing the fight"
"Tonight we have the stars"
"Something to believe in"
"She's got a way"
"Flower grown wild"
"Mysterious ways"
"Walk on by"
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