«GHOSTS I-IV - Nine Inch Nails» la recensione di Rockol

Nine Inch Nails - GHOSTS I-IV - la recensione

Recensione del 11 mar 2008 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Signore e signori, benvenuti nella rivoluzione digitale della musica. Che tanto rivoluzionaria poi non è.
I Nine Inch Nails sono da anni tra i gruppi più attivi e innovativi nell'usare internet per promuovere il proprio lavoro: regalano le proprie canzoni ai fan perché le possano remixare (e non come mp3, ma prioprio come singole tracce da usare in programmi di editing sonoro), hanno usato sistemi di filesharing per diffondere musica promozionale, e hanno fatto una imponente e innovativa campagna di marketing virale per il loro ultimo disco con la major Universal, “Year zero”. Non stupisce che, svincolatisi dal contratto, abbiamo deciso di seguire la strada dei Radiohead: un nuovo disco, venduto/regalato direttamente dal proprio sito. “Ghosts I-IV” viene distribuito in diversi formati sul sito http://ghosts.nin.com: una versione gratuita, con 9 dei 36 brani in mp3 e un libretto in pdf. Una versione a 5 dollari, con tutti e 36 i brani; e due versioni fisiche, di cui una super deluxe a 300 dollari, con cd, vinile e stampe, tirata in 2500 copie e andata esaurita pochi giorni dopo la messa in vendita.
Differenziazione dei prodotti e dei servizi: da tempo si dice che la vera strada perché la musica digitale possa sconfiggere il file-sharing è questa. Che è poi la vecchia idea della discografia tradizionale delle “Deluxe edition”, che costano qualcosa di più del CD tradizionale, ma sono oggetti da collezione (i R.E.M., per citare l'esempio che conosco meglio, ne hanno fatta una per ogni disco pubblicato dal 1989 ad oggi). Quello che colpisce dei NIN è la cura dei dettagli: insieme agli MP3 arriva un libretto digitale con foto e crediti, e le stesse foto, una per brano sono integrate all'interno dei file, di modo che possiate vederle mentre li riproducete sul vostro pc o lettore portatile.
Un dubbio: e la musica? Quella di questo disco è particolare: 36 tracce strumentali, incise in 10 settimane in studio improvvisando, con la massima libertà creativa. 36 tracce senza titolo, solo un numero, che sono esattamente quello che vi aspettate dai NIN: un mix di elettronica, rock e “industrial”. Non esattamente musica di sottofondo o per rilassarsi, visti i toni sempre cupi e ossessivi di Reznor e soci, ma comunque interessanti per la libertà creativa che li ha ispirati e che trasuda da ogni brano.
Insomma: complimenti ai NIN, che hanno scelto questa strada: se lo possono permettere perché hanno un pubblico fedele che compra anche dischi particolari come questi. La rete ci permette di accedere a musiche che con la “vecchia” discografia non avrebbe avuto alcun spazio. Cerchiamo però di non dimenticarci che, digitale o no, il centro di tutto deve rimanere la sostanza – la musica – e non la forma.

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