«MTV UNPLUGGED: ALEX BRITTI - Alex Britti» la recensione di Rockol

Alex Britti - MTV UNPLUGGED: ALEX BRITTI - la recensione

Recensione del 18 feb 2008

La recensione

L’ MTV Unplugged, forse non tutti lo sanno, è stato “inventato” a fine degli anni Ottanta grazie ad una esibizione a sorpresa in acustico di Jon Bon Jovi e Richie Sambora che, chiamati a suonare ai Video Music Awards, hanno deciso di fare una performance acustica anziché elettrica. Da quel momento in poi MTV Usa ha deciso di istituire un programma dedicato esclusivamente a quel tipo di esibizioni: l’Mtv Unplugged.
Sul palco degli studi di MTV, in un’atmosfera raccolta ed intima, si sono esibiti alcuni dei più grandi gruppi della scena internazionale come i R.E.M. (unico gruppo, insieme ai 10.000 Maniacs, ad essersi esibiti due volte, una volta nel 1991 e l’ultima nel 2001), i Nirvana, i Korn, i Pearl Jam, gli Alice in Chains, Neil Young, Alanis Morissette, gli Oasis e molti altri.
In Italia questa formula è arrivata solamente tre anni fa con un concerto di Giorgia nell’aprile del 2005, e si è ripetuta nel settembre 2007 con un live acustico di Alex Britti dal quale sono stati registrati un CD e un DVD.
“Alex Britti Unplugged” contiene diciannove brani realizzati dal cantautore romano con la sua band: Luca Trolli alla batteria, Emanuele Brignola al contrabbasso e al basso, Luca Scorziello alle percussioni, Stefano Sistro al pianoforte, e le coriste Gabriella Scalise e Monica Hill.
La scaletta ripercorre i brani più celebri di Britti come “Una su 1.000.000”, “Oggi sono io”, “La vasca” e “Solo una volta (o tutta la vita)”, ma le canzoni che risaltano maggiormente in versione acustica sono la bellissima “Prendere o lasciare”, “7.000 caffè”, introdotta dall’assolo di chitarra dal titolo “Intro immagini”, e “Milano”, brano presente nell’album “La vasca” ma scelto come primo estratto del disco.
Durante il concerto trovano spazio anche le canzoni più datate, quelle del primo album “It-pop” del 1998: “Gelido”, che apre il concerto, “Da piccolo”, “Come chiedi scusa”, “Nomi” e “Jazz”, riarrangiate ed interpretate alla perfezione. Degna di nota anche la cover di Edoardo Bennato “L’isola che non c’è”, e l’inedito “Favola”.
Musicisti precisi, coriste che non sbagliano un attacco, Alex impeccabile sia nella voce sia nella presenza scenica, luci studiate, pubblico attento: l’atmosfera che si respira è sì intima, ma vedere quegli artisti suonare come delle macchine ed osservare quel pubblico ordinato e statico, dà l’impressione che sia tutto fin troppo studiato, preparato ed eseguito nei minimi dettagli a discapito di un po’ di autenticità.
Così, mentre Britti dimostra ancora una volta di essere un chitarrista eccezionale con una capacità vocale da non sottovalutare, il concerto avrebbe bisogno di un po' più di spontaneità.
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