«BORN INTO THIS - Cult» la recensione di Rockol

Cult - BORN INTO THIS - la recensione

Recensione del 24 ott 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Il nome dei Cult fa fare un tuffo al cuore ai nostalgici degli anni '80: c'è ancora chi pensa che “Love” sia uno dei migliori dischi rock di quel periodo, con la sua commistione di chitarre, ammiccamenti tra glam e new wave, e toni epici. Al tempo furono davvero dei numero 1, i Cult, grazie alla voce potente di Ian Astbury e alle chitarre di Billy Duffy. Poi il gruppo si perse: fece ancora qualche disco dignitoso fino alla fine del decennio; quindi, a metà degli anni '90 i membri provarono strade alternative, si ritrovarono con scarso successo (il disco “Beyond good&Evil” del 2001). Astbury è persino finito per qualche tempo a fare la controfigura di Jim Morrison in quel che rimane nei Doors.
“Born into this” ha il sapore della reunion in grande stile, o almeno ci prova: anticipato da un tour, viene pubblicato da un'etichetta come la Roadrunner, oggi tra le più credibili nel rock duro. Un modo per restiuire a Cesare quel che è di Cesare: perché al suono dei Cult (che a sua volta deve molto all'hard rock degli anni '70) sono debitori in molti.
Detto questo, “Born into this” è un disco come molte altre reunion: dignitoso, ma che nulla toglie o nulla aggiunge a quanto ha fatto la band. Si richiama all'hard rock di “Electric” e “Sonic temple” più che al rock darkeggiante di “Love”, ma questo era prevedibile, per chi segue la band. Il suono è quello di (quasi) sempre: chitarre piene, riff taglienti, e la voce epica di Astbury (e, a ragion veduta, si capisce perché l'abbiano chiamato nei Doors). Le canzoni sono dignitose anch'esse: il singolo “Dirty little rockstar” ammicca alle velleità delle nuove generazioni con un sound diretto e secco, e qua e là il gruppo graffia ancora come la pantera in copertina, anche in ballad come “Holy mountain”. “Born into this” però rischia di graffiare solo i nostalgici, e non i nuovi ascoltatori. Insomma: un bel disco, ma autoreferenziale, come molte reunion.

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