«ZEITGEST - Smashing Pumpkins» la recensione di Rockol

Smashing Pumpkins - ZEITGEST - la recensione

Recensione del 10 lug 2007

La recensione

Molto rumore per niente, o molto rumore per tutto? La notizia del ritorno degli Smashing Pumpkins ha fatto rumore, certamente; e di rumore ce n'è parecchio, in questo nuovo disco “Zeitgeist”. Ma tutto questo rumore è giustificato? In parte sì e in parte no. Perchè lo status dei Pumpkins non si discute – una delle band rock più importanti degli anni '90. Ma qua di reunion quasi non ce n'è traccia, se non nel marchio e nella volontà di Billy Corgan – insieme a Jimmy Chamberlin, unico superstite della formazione originale - di tornare al rock dopo le prove non fortunate con gli Zwan e come solista.
Però il rumore è giustificato perché, al di là delle politiche di “brand”, “Zeitgeist” è un disco rumoroso, per nulla consolatorio, e che non vive sugli allori precedentemente guadagnati dalla band. Insomma, chi cerca “Mellon Collie”, “Adore” o anche “Siamese dreams” rimarrà deluso. Corgan, per il suo ritorno, ha scelto un suono spigoloso, fragoroso, poco melodico, riconoscibile quasi solo per la voce e per la furia chitarristica dei brani. Certo, poi, Chamberlin fa un gran lavoro alla batteria, dando ritmo e giustificazione alla sua presenza. Ma le canzoni che sanno di passato sono poche, seppure molto piacevoli come “Neverlost”. A dare il tono al disco sono le cavalcate come “United states”, 9 e passa minuti di delirio sonoro, e la vena apertamente polemica di testi (“God & country”) e immagini (la copertina? Una statua della libertà immersa in un mare rosso sangue).
Insomma: “Zeitgeist” è una strana operazione, contemporaneamente mirata al successo (il recupero del “marchio”) e tutto sommato poco commerciale per i suoni che Corgan ha scelto per le sue nuove canzoni: decisione quest'ultima che merita rispetto. Il dubbio, semmai è: durerà? Negli ultimi anni Corgan ha cambiato strada molte volte, troppe, senza mai percorrerne una fino in fondo. Di queste strade, quella di “Zeitgeist” è la migliore, speriamo che sia lunga e che non finisca qui.

(Gianni Sibilla).

TRACKLIST

01. Doomsday clock
02. 7 shades of black
03. Orchid
04. Thats the way
05. Tarantula
06. Starz
07. United States
08. Never lost
09. Bring the light
10. Come on (let's go)
11. For God and Country
12. Pomp and circumstance
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