«VELVET - Velvet» la recensione di Rockol

Velvet - VELVET - la recensione

Recensione del 15 mar 2007 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Qualcuno ha visto nell'unione tra Velvet e Vibrazioni alla serata dei duetti sanremesi l'incontro/scontro tra due band rivali. Forse è così, o forse no. Sta di fatto che le parabole dei due gruppi sono molto diverse, e questo quarto album della band romana ne è la prova migliore. Entrambi sono stati scambiati per gruppettini da teenager, ed entrambi hanno lavorato (o stanno ancora lavorando, nel caso delle Vibrazioni) per staccarsi l'etichetta di dosso.
Il salto, però, i Velvet, l'avevano già fatto due anni fa, quando si erano presentati a Sanremo con una canzone difficile, forse la loro più bella, “Volevo dirti molte cose”. Quest'anno ci sono tornati con un brano bello, forse non come quello precedente ma comunque più che dignitoso come “Tutto da rifare”. “Velvet”, l'album, è un lavoro che prosegue sulla via intrapresa con “10 motivi”: i tempi della “boy band” sono ormai lontani, oggi ci sono canzoni come “Non è per me, non è per te”, che sembra citare i Coldplay, o come “Sei felice”, che insiste di più sul versante rock. I loro riferimenti i Velvet non li hanno mai nascosti, il loro debito nel confronto del mondo inglese, di quello che una volta era il brit-pop e oggi è qualcos'altro. Anche qua lo esplicitano direttamente (con onestà intellettuale), andando a pescare direttamente le fonti primarie, con una bella rivisitazione di “Beautiful boy” di John Lennon. Le cover le sanno fare bene, i ragazzi: e anche qua rendono il brano con piglio da U2, centrando il bersaglio.
I momenti migliori del disco sono però i brani in crescendo o con strutture meno tradizionali, come “A chi dimentica”, con il suo incedere altalenante o “Quello che resta”, con i suoi cambi di tempo. E' in brani come questi che i Velvet diventano davvero i Velvet, trovano una propria identità ben definita. Ecco: dopo questo “Velvet” - che è comunque un bel disco, un bel passo avanti di una band che ha risolto i problemi di credibilità - la prossima tappa sarà quella di sperimentare un po' di più, di una rielaborazione ancora più personale delle proprie radici musicali. Ma “Velvet” ci fa capire che la band conoscee la strada da seguire, e il percorso è già piacevole di persé.

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