«HALF THESE SONGS ARE ABOUT YOU - Nizlopi» la recensione di Rockol

Nizlopi - HALF THESE SONGS ARE ABOUT YOU - la recensione

Recensione del 13 giu 2006 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

"Well well well fine story to tell”, sono le prime parole di questo disco. Già, una piccola storia da raccontare, bella e rassicurante. Non è quella d’amore di “Fine story”, ma la storia degli stessi Nizlopi : un duo delle midlands inglesi (la provincia britannica, per intenderci), amici d’infanzia che suonano assieme e tornano a casa per scrivere un disco, finanziandoselo da solo. Il disco si fa strada, poco per volta, con il passaparola, fino a diventare un piccolo caso. Senza tante spinte discografiche, senza tanto battage mediatico, ma con la forza delle canzoni, e di una piccola comunità su Internet che ha spinto “Half these songs are about you” in cima alle vendite in formato digitale. In questo, solo in questo, la loro storia è attuale; nel resto sembra una di quelle storie musicali d’altri tempi: un gruppo sconosciuto che con la gavetta ottiene successo: tanto che erano in molti a chiedersi chi diavolo fossero quando lo scorso dicembre “JCB” è arrivata in cima anche alle classifiche di vendite “fisiche” dei singoli in Inghilterra. .
Forse in qualcos’altro i Nizlopi sono attuali: nel vestire le loro canzoni con qualche tocco d’elettronica. Per questo, con qualche forzatura, si potrebbe ricondurli alla scuola dei vari David Gray, la prima Beth Orton, etc. In realtà, i Nizlopi sono un po’ più pop di questi nomi, e un po’ più “black”: costruiscono canzoni meno cantautorali, più orecchiabili e con una voce dai toni un po’ “soul” qual è quella di Luke Concannon (e in alcuni casi, come “Long distance” e “This love”, forzano anche questa dimensione “nera” con l’aggiunta di fiati che sporcano un po’ troppo le canzoni).
Ma alla fine, la forza di questo disco è proprio quella di raccontare delle “fine stories”, canzoni semplici che raccontano storie semplici, come “JCB”: ovvero il camion su cui il protagonista, da bambino, si faceva portare e intrattenere da un padre visto come un mito anche se era un operaio stanco. Con la musica che parte delicata, come si confà ai ricordi un po’ malinconici, e che si apre festosamente alla fine, quasi arrendendosi alla gioia infantile.
Insomma, “Half these songs are about you” è un piccolo grande disco: nulla di sconvolgente, ma una manciata di canzoni belle, che si fanno strada da sole, e che ti lasciano la voglia di riascoltarle.

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