«VIETATO MORIRE - Andrea Chimenti» la recensione di Rockol

Andrea Chimenti - VIETATO MORIRE - la recensione

Recensione del 09 dic 2004 a cura di Paola Maraone

La recensione

Vietato morire e vietato andar di fretta. Chimenti è un toscano complesso, dalle molte vite e dai percorsi poco rettilinei, che con “Vietato morire” arriva – state pronti all’odiosa espressione – alla sua “piena maturità”. Questo del resto era anche un disco atteso, il primo di inediti dal 1997: va detto che è valsa la pena aspettare. Ospiti illustri qua e là – se ben scelti, non guastano mai: Maroccolo al basso, Patrizia Laquidara a impreziosire un passaggio o l’altro con la sua bella voce, e poi i “vecchi” compagni Matteo Buzzanca e Massimo Fantoni, che con Chimenti scrivono musiche e testi. Il risultato è una manciata di pezzi, cinquanta minuti appena, che chiedono attenzione e soprattutto un ascolto non frettoloso: in cambio offrono un concentrato di riflessioni non scontate, con un fil rouge – la spiritualità, quella che Chimenti chiama “connessione tra terra e cielo” – che non svanisce mai, che tratta grandi temi (vita, morte, amore) senza mai indulgere alla banalità. E le musiche? Perfettamente in armonia: un mix azzeccato di acustica e di elettronica mai eccessiva, tutto ben suonato, con tromba e una quantità di altri strumenti usati con coraggio, tutto ad alto livello, tutto intenso. Mica male per un album registrato con mezzi non faraonici in mezzo alla quiete più quieta, nel silenzio della campagna senese, lontano dalle pressioni e dalle sollecitazioni dello show-biz, con mezzi non esagerati ma – evidentemente – con esagerata passione. Perché, come se non bastasse azzeccare tre, quattro, cinque pezzi in un album, qui le canzoni sono una più bella dell’altra: a un certo punto diresti che il capolavoro qui dentro è “La cattiva amante”, poi cambi idea e pensi che la migliore è “Oceano”, e poi di nuovo: “Limpido” o “Il gioco” ti sembrano perfette, ed è tutto così emozionante e pastoso e denso che ti chiedi: ma dove avrà preso l’ispirazione questo qui?
Non pensate a una marchetta: Chimenti non è mio cugino e questa recensione, se va bene, non gli farà vendere che due copie in più. L’album, in fondo, potrebbe anche non piacervi, specie se detestate Nick Cave, Massimo Bubola, David Sylvian. Se invece quel genere lì tutto sommato non vi fa schifo, c’è caso che apprezziate “Vietato morire”, purché lo facciate girare più e più volte nel lettore cd. All’inizio magari non vi dirà granché, ma voi non scoraggiatevi, e soprattutto non abbiate fretta: quest’album va sorseggiato lentamente, come il buon vino, letto e riletto con calma, come la buona poesia.

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