«LOVE & HATE (SPECIAL EDITION 2004) - Aventura» la recensione di Rockol

Aventura - LOVE & HATE (SPECIAL EDITION 2004) - la recensione

Recensione del 06 apr 2004 a cura di Ercole Gentile

La recensione

Gli Aventura sono stati definiti dalla critica come il gruppo che ha modernizzato la bachata, uno stile musicale probabilmente molto noto agli amanti dei balli latino-americani ma ben poco al grande pubblico; pare quindi doveroso fornire alcune brevi spiegazioni. La bachata nasce a Santo Domingo nei primi decenni del secolo scorso, si diffonde fra la povera gente, invisa ed osteggiata dalla borghesia per le movenze esplicitamente sensuali del ballo, ricca di testi dai contenuti amorosi, malinconici e tristi, accompagnati da chitarra a tre corde, maracas, fisarmonica e percussioni.
Questa musica, nel suo stile classico, difficilmente avrebbe potuto raggiungere le vette delle odierne classifiche di vendita, se non apportando delle manipolazioni sonore con ritmi musicali più attuali e commerciali, trasformandola, appunto, nella bachata moderna. E qui entrano in gioco gli Aventura, quattro ragazzi originari della Repubblica Dominicana, residenti nel Bronx, che si appassionano alla musica del loro paese di origine e decidono di contaminarla con quella più in voga nella nazione in cui vivono quindi rap, hip-hop ed R&B.
Nell’estate del 2003 il loro singolo “Obsesion” è diventato un vero e proprio tormentone nelle nostre radio (in questo senso il titolo della canzone è davvero indovinato). Un’operazione ben riuscita, tanto che il brano resta in vetta alle classifiche italiane per quattro mesi e gli Aventura vengono anche invitati alla discussa kermesse sanremese di Tony Renis.
Proprio nella conferenza stampa tenuta in occasione del Festival (vedi News), il gruppo ha dichiarato di essere sulle scene da più di otto anni e di rifiutare l’etichetta di band “usa e getta”, insomma questi quattro ragazzi ci credono e non vogliono proprio ritrovarsi a partecipare tra qualche anno a programmi televisivi come “Meteore”.
Nella maggior parte dei casi, però, i fenomeni discografici come quello degli Aventura difficilmente resistono al termine della stagione estiva, difficilmente vengono ricordati per più di due brani, ma vengono travolti dalla velocità con cui il mercato, sempre in cerca di nuovi volti e di nuovi guadagni, muta i suoi gradimenti ed affossa le sue divinità a tempo.
“Love & Hate”, quindi, è il capitolo che arriva dopo questo terremoto benigno che ha colpito gli Aventura, una verifica importante per il gruppo che, molto probabilmente, se dovesse fallire questo colpo faticherebbe in seguito a recuperare consensi presso il pubblico italiano.
Sul disco non vi è poi molto da dire: ha il suono “bachatero” che già aveva fornito il suo predecessore (“We broke the rules”), ritmi latini creati a dovere da chitarra e percussioni sfumati con hip-hop e R&B, con i quattro ragazzi a cantare delle loro storie di giovani hispanici in terra americana e, soprattutto, di amori difficili e tormentati (molto tormentati!). “Cuando Volveras” è il singolo a cui è stato affidato il compito (difficile) di bissare i risultati ottenuti dal suo predecessore “Obsesion”; “Pueblo por pueblo” con il suo ritmo veloce ed allegro si avvicina molto al merengue e mira a spopolare tra i frequentatori di locali latino-americani; “Don’t waste my time” è la prima prova da rapper per Max “Mikey” Santos, il più giovane del gruppo, che prende ispirazione dai più quotati colleghi americani, per creare un brano di piacevole hip-hop.
“Love & Hate” è un disco che risulterà di gradimento agli appassionati dei balli latini, agli amanti delle hit estive e magari a chi, disperato d’amore, userà le canzoni degli Aventura per intonare una serenata latina sotto il davanzale della propria amata, sperando di non sentirsi rispondere con l’ “ossessionante” frase “No, no es amor lo que tu sientes, se llama obsesion…” Insomma manca quel tocco in più che permetterebbe alla band di evitare la monotonia e di resistere al trascorrere delle stagioni discografiche. Se nulla verrà mutato, in futuro è probabile che non siano in molti a ricordarsi degli Aventura e quando qualche radio trasmetterà il loro successo sarà inevitabile ricorrere all’esclamazione che nessun artista vorrebbe sentire riguardo ad un proprio brano: “Ah, questa è quella canzone che andava qualche estate fa! Chi è che la cantava?”

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