«SILENCE IS EASY - Starsailor» la recensione di Rockol

Starsailor - SILENCE IS EASY - la recensione

Recensione del 08 ott 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Il silenzio è facile, proclama il titolo di questo disco degli Starsailor. Già, stare zitti è più semplice: come dice la saggezza popolare, chi non fa niente non sbaglia mai. Chi non risica non rosica, e via discorrendo con i luoghi comuni…
Gli Starsailor hanno deciso di rischiare, però. Acclamati dalla stampa al loro esordio, attesissimi all’esordio con “Love is here” (che ha ricevuto poi riscontri positivi ma non entusiasmanti come ci si poteva aspettare), James Walsh e soci sono, per certi versi, meglio piazzati dei colleghi del filone pop-rock melodico: gruppi come Coldplay e Travis, su cui gravano pressioni e aspettative enormi. In altre parole, l’avere avuto un successo meno eclatante di altri ha probabilmente permesso agli Starsailor di muoversi con più calma, senza dovere necessariamente piazzare il colpaccio. Questo secondo disco, “Silence is easy”, riflette perfettamente la situazione: è un buon lavoro, mostra un gruppo in crescita, che prova nuove strade, senza cercare di stupire con effetti speciali.
La strada intrapresa dal gruppo è quella di provare ad arricchire la tradizionale struttura melodica delle canzoni – ampiamente rodata nel disco d’esordio - con strutture più complesse, arrangiamenti più elaborati: archi, cori, e così via. In questa linea si inserisce la collaborazione con il leggendario inventore del “muro del suono” Phil Spector. Avvenuta prima che il produttore rimanesse invischiato in brutte storie criminali (vedi news), è sfociata in due brani, la title-track e “White dove”, registrati ad Abbey Road a Londra. “Silence is easy”, la canzone, è sicuramente una delle cose migliori del disco, da questo punto di vista, ma anche brani come “Music was saved” e “Four to the floor” non sfigurano.
L’impressione, però, è che questo esperimento sia riuscito solo a metà. Ottimo negli intenti, fa un po’ rimpiangere nei risultati alcuni momenti di “Love is here”, che si faceva apprezzare proprio per la semplicità delle atmosfere. Ma comunque bisogna dire che “Silence is easy” conferma che gli Starsailor sanno scrivere belle canzoni, e questo non è poco. Insomma, gli Starsailor ci sono. Stanno crescendo, ed hanno bisogno di tempo per farlo, come succedeva ai tempi in cui l’imperativo del music business non era sfondare al primo disco. Nel frattempo, questo “Silence is easy” è comunque un disco godibilissimo.

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