«UNREST - Erlend Oye» la recensione di Rockol

Erlend Oye - UNREST - la recensione

Recensione del 13 mar 2003

La recensione

Dice che ha deciso di pescare nell’elettronica, nella dance e nel pop. Per come ce lo immaginiamo noi è lì sdraiato sul divano di un amico tedesco, a Berlino (“a Berlino si vive meglio che in Norvegia. I club sono fantastici”, ha spiegato. “E la vita non costa neanche troppo. Non mi sarei potuto permettere Londra”). Non fuma ma beve un succo di frutta, poi si passa una mano tra i capelli rossi e scompigliati e butta giù una canzone nuova. Qualcosa di completamente diverso dal NAM ("New acoustic movement") con cui era partito – e nelle cui fila ancora milita assieme a Elrik Glambek Boe, ovvero l’altra metà del duo chiamato Kings of Convenience. Suona quattro accordi con la chitarra, con l’amico tedesco parla di donne e scherza, nella perfezione dei suoi 27 anni. Vien fuori un ritornello. Comincia un progetto.
“Unrest”, (“Senza requie”) è il titolo dell’album e anche il punto di contatto tra dieci canzoni suonate in dieci città diverse, remixate grazie all’aiuto di dieci tra i migliori produttori di musica dance al mondo. Una nuova veste da indossare per cambiare aria sul serio. Berlino, Roma Barcellona, New York: e non è tutto. Tra i nuovi, innovativi amici di Erlend ci sono gli italiani Jolly Music, ma poi anche Schneider Tm, Soviet, Prefuse 73, Bjorn Torske: tra underground e dance il rosso capisce che può muoversi bene. Spiega che la sua canzone preferita è “The athlete” (deejay: Minizza; città: Rennes), e che la parte migliore dell’album è la seconda, dalla sesta traccia in poi. Però anche la quarta (“Prego amore”) non è male, e non è per far contenti noi italiani che lo dice. A chi lo ascoltasse senza saper niente di Erlend quest’album sembrerebbe carino. In realtà in assoluto è un peccato non saper niente di Erlend, e conoscendo un po’ lui ci guadagna anche il disco. Si capiscono meglio le amarezze a malapena nascoste e le parole d’amore che sembrano scritte da un punto di vista sbagliato. Si capisce la voce, un po’ monocorde ma in fondo sempre fantastica (e dunque perché variare i toni?); si capisce e si apprezza lo sforzo di amalgamare la qualità della produzione, si gode quando arrivano le chicche vere (“Sudden rush”, che è anche il singolo, e “Ghost trains”). Con “Like gold” e le dita fatate di Schneider TM si chiude. In bellezza. Serve altro?


(Paola Maraone)

TRACKLIST

01. Ghost trains – Morgan Geist – New York
02. Sheltered life – Soviet – Shelton, Connecticut
03. Sudden rush – Kompis - Uddevalla
04. Prego amore – Jolly Music - Roma
05. Every party (has a winner and a loser) – Prefuse 73 - Barcelona
06. The athlete – Minizza - Rennes
07. Symptom of disease – Mr. Velcro Fastener - Turku
08. The talk – Bjiorn Torske - Bergen
09. A while ago and recently – Kilogram - Helsinki
10. Like gold – Schneider TM – Berlin
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