«ORCHIDEA PORPORA - Lara Martelli» la recensione di Rockol

Lara Martelli - ORCHIDEA PORPORA - la recensione

Recensione del 11 ott 2002

La recensione

Parlando di lei qualcuno scomoda eroine rock del calibro di Skin o PJ Harvey. Altri preferiscono sottolineare la sua vicinanza artistica&spirituale al mondo lontano e sospeso di Billie Holiday e di certe atmosfere “impossibili da ritrovare oggi. Ma non per Lara”. Certo che una che intitola il proprio album “Orchidea porpora” qualcosa in testa probabilmente ce l’ha; e lasciamo pur stare le esagerazioni, ma la ragazza ha voce, idee e a quanto pare anche un’anima che musicale lo è davvero.
Altrimenti non le verrebbe neanche, a 25 anni, di cantare certe cose. Per giunta con quella voce avvolgente e un po’ scomoda, impossibile da dimenticare o ignorare: impossibile ignorare che una voce così non te la fai studiando, ce l’hai per dono, in tutte le sue sfumature un po’ roche e dolceamare, voce da donna-bambina che decide quando comportarsi da grande e quando fare i capricci.
Difficile che scenda a compromessi o che decida di non osare una come Lara, che canta con disinvoltura una frase terribile come “Tu ridi di me quando ti adoro” (in “Il quadro” che mette un po’ paura per quanto è vera). Mentre “Il tema di Lara”, più rassicurante, spinge a credere in uno qualunque dei migliori mondi possibili, con la sua tromba che suona sottovoce e il respiro jazz adatti a rilassarsi e a lasciar perdere per qualche minuto tormenti e guai. Non che Lara se li dimentichi mai, in realtà: la dialettica amore-sofferenza sembra cucita sulla sua pelle meglio di un vestito su misura, e la ragazza ha ben presente quanto e quanto a lungo sia necessario star male per conquistarsi una fettina di felicità. Ce lo raccontano i suoi testi,, le inclinazioni oblique della voce (cfr “L’uomo dentro allo specchio”), e quel perpetuo irresistibile broncio che porta dipinto in faccia e in canzoni come “Sonetto n.7” oppure “Ofelia” o nell’onirica, definitiva ”Bleed in you (Egonizzandomi)”
. Ce lo raccontano le sue musiche, composte anche grazie alla sua “metà artistica” Massimo Giangrande e sostenute dalla perizia del resto della band, con chitarre che graffiano alternate all’intrusione di vecchi grammofoni. Un bel lavoro internazionale, questo, registrato peraltro ad Atlanta negli stessi studi da cui sono passati tipi come Bob Dylan o gli Aerosmith. Che poi in Italia abbiamo la curiosa abitudine di mostrare approvazione per una canzone commentando: “che roba, ragazzi, sembra inglese o americano”. Ecco, lo stesso si potrebbe dire di “Orchidea porpora”. E poi, riflettendoci meglio, aggiungere: ce ne fossero come lei nel mondo musicale. Straniero o patrio, chissenefrega.

(Paola Maraone)

TRACKLIST

01. Sky
04. Ofelia
09. New Orleans
10. L’uomo dentro lo specchio
15. Bleed in you (Egonizzandomi)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.