«CRASH ME - Bambole di Pezza» la recensione di Rockol

Bambole di Pezza - CRASH ME - la recensione

Recensione del 21 set 2002

La recensione

Il compianto critico Lester Bangs (probabilmente tutti i critici lo hanno citato almeno una volta; pago qui il mio tributo e giuro di non farlo più) sosteneva già negli anni ‘80 che i testicoli sono stati la rovina del rock e il futuro del genere era nelle mani delle donne. Tempo dopo sono arrivate le riot grrrls a mettere in pratica quell’affermazione, scuotendo la scena con una miscela di rock aggressivo, femminismo e provocazione. Le Bambole di Pezza sono un piccolo segnale che la via femminile può funzionare anche nell’orticello provinciale del rock italiano. La band non fa mistero del proprio debito nei confronti delle riot grrrls; ma le ragazzie si presentano prive dell’armamentario ideologico di gruppi storici come le Bikini Kill. Dal punto di vista dell’immagine, giocano in chiave sexy-aggressiva, in perfetta tradizione rock ‘n’ roll. Il che è già consolante, in un paese dove gran parte delle ragazze di vent’anni sembrano decise ad appiattirsi sul modello veline/letterine. Detto ciò, “Crash me” non è certo l’album che può far detonare una rivoluzione stilistica. Si tratta semplicemente di un lavoro rock abbastanza grintoso, senza troppi fronzoli e con un discreto istinto per le melodie orecchiabili. Il fatto che le protagoniste siano tutte ragazze fa sì che liriche non immortali come “ti porterò attraverso/ ogni tipo di eccesso/ col rock e me/ la tua vita sarà/ tutta un successo” (da ”Rock ‘n’ roll”) riescano a strappare almeno un sorriso di simpatia. Cantate da giovanotti straripanti di testosterone, testi del genere farebbero l’effetto di una esibizione di machismo da quattro soldi. I suoni non sono sempre impeccabili, soprattutto quando sono le chitarre acustiche in primo piano (in “Peace & love” e nelle strofe di “Veleno magico” e di “Stato puro d’odio”), ma tutto sommato le Bambole se la cavano discretamente. Non disturba il fatto che in “On the road” compaia un breve riff che sembra soffiato a “Ballroom blitz” degli Sweet (delirio uditivo da vecchio fissato con i bei gruppi di una volta? Può darsi, ma la mia impressione resta quella) e che i ritornelli di “Stato puro d’odio” e di “Paranoia” potrebbero fare la loro figura in un album dei Prozac+. Con un po’ di esperienza in più, questo è un gruppo che potrebbe riservare delle belle sorprese.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. Le streghe
02. Peace & love
03. Be in your mind
04. Veleno magico
05. La mantide
06. Stato puro d’odio
07. Crash me
08. On the road
09. Rock ‘n’ roll
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