«CHARANGO - Morcheeba» la recensione di Rockol

Morcheeba - CHARANGO - la recensione

Recensione del 02 ago 2002 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Il trip-hop è risorto? Perdonateci la domanda e l'auticitazione: Rockol apriva la recensione di "Fragments of freedom", penultima prova dei Morcheeba (2000), chiedendosi se questo genere era defunto. Era lecito chiederselo, al tempo: l'album del gruppo inglese, in precedenza salutato dal pubblico e da illustri colleghi quali David Byrne come una rivelazione della fusione tra elettronica e melodia, era una decisa virata verso l' r'n'b più classico e meno contaminato. Ora questo nuovo capitolo del trio - i fratelli Godfrey e la chanteuse Skye- marca un ritorno verso le atmosfere più soffuse di "Big Calm". Un disco che al tempo (1998) venne appunto accolto come uno punti di riferimento di questo presunto genere chiamato trip-hop.
Il fatto è che forse il trip-hop non è mai davvero esistito, si è trattato per lo più dell'ennesima invenzione giornalistica. La verità sta quindi nel mezzo: i Morcheeba fanno oggi sì un passo indietro, ma anche uno avanti. Perché è vero che canzoni come il singolo "Otherwise" o "What New York couples fight about" e "Undress me now" (queste ultime due sono stupende collaborazioni con Kurt Wagner dei Lambchop) o ancora l'iniziale e programmatica "Slow down" rammentano le atmosfere folkeggianti e chill-out di "Big calm". Ma è altrettanto vero che le canzoni e i suoni non sono mai stati così a fuoco: il tempo passa, i fratelli Godfrey e la voce di Skye sono maturati e si sente.
Però. Però a questo disco manca qualcosa, e il paradosso è che probabilmente finirà per essere sottovalutato rispetto a "Big calm". Manca forse l'effetto sorpresa, che fa sì che le canzoni, per quanto belle e più mature, risultino comunque un po' già sentite; o forse che in qualche caso i Morcheeba insistano in brani patchwork-rap (come la title-track) che allentano la tensione creata con le canzoni più tradizionali.
Alla lunga qualcosa non quadra, quindi. Non quadra nel senso che "Charango" è un gran bel disco, che conferma la vena dei Morcheeba e li riporta sulla via a loro più congegnale. Però allo stesso tempo mostra anche qualche segno di stanchezza e ripetitività. In fin dei conti, comunque, vale il discorso fatto per "Fragments of freedom": i pezzi che si sentono in questo disco sono nettamente al di sopra della media di ciò che si sente in radio al giorno d'oggi, e anche nettamente migliori di tante produzioni che ci vengono quotidianamente spacciate come "alla moda". E tutto ciò è sufficiente per consigliarvelo.

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