«ACOUSTIC CLUBBING - Les Negresses Vertes» la recensione di Rockol

Les Negresses Vertes - ACOUSTIC CLUBBING - la recensione

Recensione del 11 dic 2001 a cura di Diego Ancordi

La recensione

“Mlah”, l’esordio discografico de Les Negresses Vertes, fu un vero shock. Era il 1988 e la formazione francese faceva il paio con i Gipsy Kings nell’introduzione delle melodie gitane nelle classifiche internazionali, mentre i Mano Negra davano il via alla moda della “patchanka”. Ma a differenza dei camarguensi della casta Reyes/Baliardo esclusivamente dediti alla rumba flamenca, Les Negresses Vertes sono molto più eclettici: mischiano infatti la tradizione mediterranea, rock, reggae, ska e chanson française con ritmiche latinoamericane, cantando in lingua francese. Il tutto con uno stile personale e assai originale che ha affascinato il pubblico europeo. Uno stile che ha visto nella collaborazione con Howie B per “Trabendo”, del 1999, la sua versione elettronica e che ora con questo nuovo “Acoustic clubbing” mostra invece l’attuazione di un procedimento inverso, quello che porta all’“unplugged”. Il progetto è nato durante un’esibizione radiofonica in cui la formazione si è espressa con un set acustico. Il risultato è stato talmente positivo che Les Negresses Vertes hanno deciso di realizzare un album acustico due anni dopo la svolta elettronica. Un’inversione di tendenza imprevista che lascia scoprire l’anima più profonda della formazione parigina, la quale che riesce ad essere originale anche quando stravolge completamente le vecchie canzoni. E’ questa la sensazione che ci pervade fin dal primo brano, una versione di “C’est pas la mer à boire” ancora più malinconica dell’originale. I nuovi arrangiamenti non sono per le canzoni de Les Negresses Vertes un semplice vestito nuovo; dentro c’è l’intimità del gruppo. Registrato in presa diretta con il minimo apporto elettronico possibile, “Acoustic clubbing” è un disco senza tempo, che vive i propri sentimenti con grande serenità. Dal remake latineggiante del vecchio hit disco-music di Jimmy Bo Horne “Spank” (uno dei tre inediti dell’album, gli altri sono “Abuela” e la title-track), al delicato funk di “Les rablablas, les roubliblis” (dal primo album) fino alle atmosfere franco-ispano-maghrebine (con inserto reggae) della conclusiva “Hasta llegar”. Nell’album ci sono tutti gli ingredienti della ricetta Negresses Vertes, ma preparati in modo diverso. Gustatevi “Acoustic clubbing” in tutta tranquillità, sarà una piacevole sorpresa.

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