«SE MI RILASSO...COLLASSO - Bandabardò» la recensione di Rockol

Bandabardò - SE MI RILASSO...COLLASSO - la recensione

Recensione del 17 mag 2001

La recensione

Il 17 maggio 2001 è la data di uscita del primo album live della Bandabardò, che viene presentato al pubblico con un grande concerto al Palasport di Firenze. Si tratta di un disco particolarmente significativo perché proprio dal vivo la band trova la sua dimensione ideale: lo scorso 29 settembre è stato festeggiato il 500° concerto, a dimostrazione del gran movimento di Erriquez su e giù per i palchi di tutta la penisola. Emblematico il titolo del CD, che esprime con un paradosso l’attaccamento della formazione alla frenesia dell’attività concertistica. Del resto la Bandabardò nasce e cresce come live band ed è la dimensione in studio ad essere adattata a questa caratteristica, contrariamente a quanto accade di solito. Forse proprio “Mojito Football Club”, dalla cui tournée è tratto il live in questione, è quello che più si discosta da questa caratteristica avvicinandosi maggiormente all’idea della forma-canzone classica. “Se mi rilasso… collasso” è registrato quindi durante il tour di “Mojito F.C.” e più precisamente immortala le date di Roma (al Brancaleone), Ancona (al Mamamia) e Milano (al Leoncavallo) raccogliendo atmosfere, immagini, pensieri e personaggi che da sempre popolano le movimentate digressioni soniche della Bandabardò. L’apertura è affidata all’unico brano inedito, “Manifesto”: inizio folk e sviluppo reggae su un testo che costituisce un inno all’anticonformismo. Il resto del materiale proviene in massima parte dagli ultimi due lavori in studio, “Iniziali Bì Bì” e “Mojito F.C.”, e la ricchezza sonora è quella esplosiva a cui il gruppo ci ha abituato: ritmo, colore, evoluzioni elettroacustiche, virtuosismi chitarristici di Finaz, qualche rara citazione (“Disegnata” si apre con il riff di “Could you be loved”), solarità etnica e grande comunicativa in un perenne clima da festa popolare. Il lavoro è stato mixato da Giovanni Gasparini (C.S.I.) e l’inedita “Manifesto” è prodotta da Riccardo Sinigallia al Plastic Studio di Roma.

(Diego Ancordi)
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