«TUNNEL SUPERMARKET - Estra» la recensione di Rockol

Estra - TUNNEL SUPERMARKET - la recensione

Recensione del 29 mag 2001

La recensione

Una volta si diceva che il terzo disco è quello più difficile. In alcuni casi, anche il quarto non scherza. Si prenda il caso degli Estra: tre dischi che hanno tracciato uno stile, di cui “Nordest cowboys” era la summa nonché l’esito migliore: l’unione tra un sostantivo, “rock”, e un aggettivo, “italiano”, che spesso sono stati un ossimoro. La band trevigiana, invece, ha unito la migliore tradizione anglosassone (R.E.M. e Pearl Jam i primi nomi che vengono in mente) con uno spirito e una liricità italiana come poche altre band hanno saputo fare.
Sarebbe stato facile proseguire su quella strada, facendo un altro disco di consolidamento che seguisse la strada faticosamente tracciata, ma ora meno impervia. Invece, questo “Tunnel supermarket”, quarto disco del gruppo guidato da Giulio “Estremo” Casale, ha scelto un’altra via più difficile e coraggiosa. Quella del rinnovamento nella continuità: questo disco suona tipicamente Estra, pur arricchendo con suoni e soluzioni nuove le canzoni. Elettronica e fiati si affacciano in diverse occasioni, ma senza suonare fuori luogo. Va dato atto che agli Estra il coraggio non manca.
Canzoni come “Puro però” e “Niente da dire”, sul versante “elettronico” o “Vedere la felicità”, su quello R&B, offrono quindi soluzioni nuove per gli Estra, che hanno il pregio di suonare assolutamente naturali. Solo la voce computerizzata di “Niente da dire” suona un po’ già sentita forse per l’uso recente che ne hanno fatto i Radiohead. Ma, in generale, “Tunnel supermarket” è un disco musicalmente costruito sulle linee rock di chitarra, basso e batteria, con in più una maggiore attenzione alla costruzione ritmica delle canzone, coadiuvata dall’uso dei sequencer e dei computer (notevole, in questo senso il lavoro del produttore Giovanni Ferrario). Poi si sentono ballate come “Sacrale” o rock tirati come “Minimo” e “Sei così semplice” e ritornano fuori gli Estra di sempre, quelli che se non fossero italiani, ma inglesi o americani, la gente e la critica li tratterebbe diversamente... Paradossalmente, proprio “Sei così semplice” è uno dei manifesti del disco: la versione italiana di “The passenger” di Iggy Pop è trasformata in un inno alla semplicità, tema portante di pressoché tutte le liriche di Estremo.
“Tunnel supermarket”, insomma, è un disco coraggioso e riuscito. Un bell’esempio di una delle tante, belle e possibili facce del rock italiano. Per chi continua a credere che l’unione tra questi due termini sia una contraddizione.

(Gianni Sibilla)
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