«THE WORLD NEEDS A HERO - Megadeth» la recensione di Rockol

Megadeth - THE WORLD NEEDS A HERO - la recensione

Recensione del 12 giu 2001

La recensione

"Il mondo ha bisogno di un eroe"… Ma quale eroe intendono i Megadeth con il titolo del loro nuovo disco? Forse quell'eroe heavy metal che aveva perso la strada nel periodo "Cryptic writing" e "Risk"? Oppure di una figura rock importante che riacquisti valore e integrità, spiazzando tutte le "false" nu metal band giovanili? Le interpretazioni possono essere molteplici, ma quasi per certo il sottoscritto sceglie la prima ipotesi. Chi conosce e ha seguito la band di Dave Mustaine sa bene come dopo "Countdown to extinction" la loro carriera abbia inevitabilmente imboccato una strada senza uscita. Forse abbagliati dal successo ottenuto da gruppi come Metallica, che avevano ammorbidito e cambiato il suono riportando più successo e denaro, i Megadeth pensarono che facendo la stessa cosa si sarebbe ottenuto lo stesso risultato. Così non è stato ed i fan non hanno apprezzato le ultime prove dei 'Deth. Ora però si volta pagina: è tempo di tornare alle vecchie abitudini. Il primo passo è stata il cambio di etichetta, con l'approdo presso la più "metallara" Sanctuary. Il secondo passo è stata la dipartita di Marty Friedman - oramai interessato a sviluppare sonorità più pop – e l'acquisto di Al Pitrelli, generoso e capace ex-chitarrista dei Savatage. La terza è stata la risurrezione del caro e vecchio mostriciattolo che campeggiava sulle copertine dei 'Deth fino a "Rust in peace". E se questo non è un segno del voluto ritorno a sonorità più metalliche, ditemi voi cosa altro può essere…Anche dal punto di vista dei titoli dei brani esistono palesi riferimenti al glorioso passato, come "Return to hangar", fortemente voluta da Mustaine per ricollegarsi alla famosa "Hangar 18". L'architettura sonora della tracklist ha tratto forte giovamento dall'esperienza di Pitrelli e dal rinnovato vigore di Mustaine: i due chitarristi riescono infatti ad intendersi benissimo, dialogando l'uno con l'altro a colpi di riff. I brani appaiono non eccessivamente complessi, ma quasi immediati. Gli assoli centrali e finali di chitarra traggono ispirazioni dal sound old school dei Megadeth, sposando però anche qualche innovazione. Le liriche si sono fatte più personali, permettendo a Mustaine di raccontare qualche sua storia e dispensare allo stesso tempo parole velenose. La melodia non è stata del tutto accantonata e "Promises" ne è certamente un esempio, così come la strumentale "Silent scorn". Insomma qui dentro troverete i cari vecchi Megadeth i quali con "The world needs a hero" hanno certamente dimostrato di aver trovato la via che riconduce al successo. Il metal passa ancora una volta da queste parti.

(Angelo Ferrari)
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