«L'ETERNO MOVIMENTO - Anna Oxa» la recensione di Rockol

Anna Oxa - L'ETERNO MOVIMENTO - la recensione

Recensione del 03 apr 2001

La recensione

Anna Oxa è tornata: dopo circa due anni si ripresenta con un album in cui cerca di ritrovarsi attraverso ritmiche e sperimentazioni che la avvolgono in un movimento crescente, anche se non si risparmia qualche “nota dolente”.
E’ vero infatti che, chiudendo gli occhi e ascoltando le prime canzoni dell’album, da “L’immenso ed il suo contrario” a “Take a little trip”, il movimento ne fa da padrone con sonorità che spaziano dalle atmosfere metropolitane a quelle medio-orientali; purtroppo però il resto decresce di intensità.
Così fin dalle prime note di “L’immenso e il suo contrario” l’irrequietezza del “Pagliaccio azzurro” si fa sentire scatenandosi in quella sorta di inno antimachismo che è “Uomo dove sei”, reso intenso dai bassi di Tony Levin. E proprio le valide collaborazioni di Wil Malone (già impegnato in arrangiamenti con Madonna, Verve, Skunk Anansie e il nostro Daniele Groff) e di Tony Levin (bassista anche per Peter Gabriel, Pink Floyd e altri), nonché la produzione di Marco Patrignani, danno al disco un’aurea di internazionalità che si ritrova forte nella bella, forse la migliore, “Controvento”, dal sapore di sogno medio-orientale: ci presenta una nuova Oxa che sembra profumare di spezie mentre racconta un viaggio (reale e interiore) e che gioca con i toni adattandoli perfettamente alle atmosfere evocate. “Sister” è un gospel “soft” in cui la voce inconfondibile riesce sempre trascinante, così come nel singolo che dà il titolo all’album in cui la Oxa che conosciamo riaffiora in un pop dalle ritmiche africane: certamente uno dei brani di più facile ascolto, ma non il più valido.
Ascoltando “Take a little trip” la domanda nasce spontanea: Janet Jackson, Jennifer Lopez o – fermo restando la superiorità vocale della nostra connazionale – Anna Oxa? Un “two steps” carino e ballabile che ci fa immaginare la Oxa in reggiseno, pantaloni larghi e scarpe da ginnastica mentre balla funky sulla spiaggia di Venice! Naturalmente la sua voce passa in secondo piano e non viene valorizzata. Peccato. Da qui il CD è tutto “in discesa”: “Notte di immagini”, “Io sarò con te” e “La vita dove và” ricalcano lo stile “classico” con niente di particolarmente diverso da molte altre canzoni melodiche.
Certamente invece fa venire i brividi la versione di “Un’emozione da poco” che chiude l’album, anche se li fa venire nel senso contrario a quello sperato…
Aldilà della citazione di “Long train running” dei Doobie Brothers che dà l’attacco, il resto mette solo tristezza. Una versione pseudo dance anni ‘70/’80 (potrebbe far ballare John Travolta!) che, tra l’altro, perde l’intensità della versione originale e lascia distanti e sbigottiti. Ne sarà valsa la pena? Noi preferiamo ricordare la bellissima “Un’emozione da poco” datata 1978, in cui Anna con la sua voce riusciva realmente ad invaderci, abbracciarci e spingerci a cantare con lei, senza invece lasciarci ammutoliti di fronte al finale tronco e improvviso di questo remake.
Nel complesso comunque “L’eterno movimento” è un bel disco che rappresenta bene una frase tratta dal singolo omonimo: “la vita è una ricerca e non è mai la stessa”.

(Erika Ferrati)
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