«IL PROFUMO DEL MARE - Gianni Bella» la recensione di Rockol

Gianni Bella - IL PROFUMO DEL MARE - la recensione

Recensione del 21 mar 2001

La recensione

Dopo il grande successo ottenuto in qualità di autore con gli ultimi due album di Adriano Celentano (“Io non so parlar d’amore” ed “Esco di rado e parlo ancora meno”), Gianni Bella decide di riproporsi in prima persona al Festival di Sanremo e di pubblicare un nuovo disco a suo nome dopo parecchi anni. A guidare l’operazione è naturalmente lo stesso team che ha fatto vendere 3 milioni di copie ai due recenti CD del Molleggiato: Bella ha scritto le musiche e Mogol i testi, mentre degli arrangiamenti si è occupato Fio Zanotti. Il risultato è un album che deve molto al blues, così come ce lo ha presentato l’omonimo brano proposto dall’autore al Festival di Sanremo e come ci ha confermato Gianni stesso (vedi news) parlando di “un passato che non voglio perdere”. “Sono nato cantante-chitarrista negli anni ’60 – ha detto Gianni Bella – e da studente, in Sicilia, andavo a suonare nei club. Mi sono subito innamorato della black music e facevo solo quella”. La ricerca che Gianni faceva allora e che riprende con questo nuovo lavoro era ed è “quella di fondere la cultura blues americana con Puccini e la melodia italiana”. Così, oltre al gospel di “Il profumo del mare”, in questo disco ci sono il pop, il funky, il soul e il blues (ma anche un’incursione mediterranea in “Paso doble”) a fondersi con un’attitudine melodica italiana. Il prodotto si avvale di un apporto ritmico che non risparmia né le capacità strumentali di musicisti come il batterista Lele Melotti né l’uso delle tecnologie elettroniche (“Un airone”). In “Amami presto” c’è anche la collaborazione di Adriano Celentano.


(Diego Ancordi)
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