«ANGELDOM - Alberto Fortis» la recensione di Rockol

Alberto Fortis - ANGELDOM - la recensione

Recensione del 26 feb 2001

La recensione

Sono un bel po’ di anni che Alberto Fortis ci ha abituato ad apparizioni fugaci e sparizioni altrettanto improvvise: è dagli inizi degli anni ’90 che le sue produzioni discografiche hanno assunto il carattere ciclico di ‘ritorni’ salutati da un certo interesse da parte degli addetti ai lavori ma da un riscontro di pubblico tutto sommato inadeguato alla sua qualità artistica. Non so perché Alberto Fortis, a un certo punto della sua carriera, abbia finito per ‘stancare’: accadeva nella seconda metà degli anni ’80, e fino ad allora la sua discografia era stata una gioiosa macchina da classifica. Non solo: Fortis aveva trovato un nuovo modo, e tutto suo, di scrivere canzoni, mescolando un timbro di voce alto ai limiti del falsetto con strutture melodiche che mescolavano l’Italia dei cantautori al grande pop dei Beatles. “Milano e Vincenzo”, “Il duomo di notte”, “La sedia di lillà”, “Prendimi fratello”, “La neña del Salvador”, “Marylin”, “Settembre”, “Fragole infinite”, “Ti dirò”... sono soltanto alcune delle canzoni che ho trovato su un suo greatest hits rovistando tra gli scaffali qualche giorno fa, e, non so come dire, ma messe tutte in fila fanno un certo effetto. Fatto sta che a un certo punto Fortis è diventato uno ‘strano’, la sua ricerca interiore e l’ansia di una comunicazione ‘totale’ l’hanno forse un po’ allontanato da chi gli chiedeva soltanto belle canzoni. Eppure il suo itinerario artistico, fatta eccezione per qualche album un po’ scialbo, non è cambiato molto, come dimostra questo “Angeldom”, forse il punto di contatto più compiuto tra il suo viaggio interiore e la grande capacità melodica e musicale delle sue canzoni. “Cercherò di te”, il singolo che ha anticipato la pubblicazione dell’album, è uno dei suoi migliori singoli di sempre, e soprattutto sembra venire da quello stesso posto fatato nel quale abitavano canzoni come “Fragole infinite” o “Prendimi fratello”. “I feel fine” è un brillante omaggio al pop-rock anglosassone scritto e cantato con una verve immacolata, così come “Vorrei che fossi tu” è uno di quei lenti struggenti che Fortis padroneggia, oggi come allora, in modo assoluto. Splendide anche l’iniziale “Sitar”, “Un prato a rovescio” – contenuta nell’album in due versioni –, la bizzosa “Ma che vuoi” (gran finale con la frase “se ti piace moscio ti farò impazzire”), “Lerò il mago” dall’andamento semplice e ispirato. Insomma, un gran bel disco come nella migliore tradizione di Alberto Fortis, forse un po’ meno fruibile nelle ultime canzoni (“Sapere volare”, “Queen Mary”) ma che si chiude con un’impennata grazie alla seconda versione di “Un prato a rovescio”. Quello che è un album entusiasmante dal punto di vista delle canzoni, è invece un album poco più che sufficiente da quello della produzione, pure affidata a Mikal Reid (Aerosmith, Ben Harper). Qui il vecchio pallino di Fortis per l’FM rock made in Los Angeles alla fine trasforma “Angeldom” in un progetto quantomeno datato dal punto di vista del suono, e del resto ad avere voglia di questo suono, fatto di chitarre piatte e rullate di batteria, nel 2001 sembra essere rimasto soltanto lui. Le griffe presenti sul disco – due per tutte, Alex Acuna alle percussioni e Vinnie Colaiuta alla batteria – impreziosiscono di molto il risultato finale, ma è comunque indubbio che “Cercherò di te”, avesse avuto un suono un po’ più contemporaneo, sarebbe potuto rimanere in heavy rotation sulle radio per mesi e mesi, come del resto potrebbero fare molte altre canzoni di questo disco. Intendiamoci, basta non pensarci per non accorgersi del problema, ma se l’album di Fortis avesse preso in prestito il suono de “La canzone che scrivo per te” dei Marlene Kuntz – che a loro volta hanno preso in prestito dal vecchio Fortis buona parte del mood di quel pezzo – oggi saremmo qui a scrivere di un capolavoro.


(Luca Bernini)

TRACKLIST

01. Sitar
04. Un prato a rovescio
10. Celestion
12. Indian butterfly
14. Angeldom
15. Un prato a rovescio
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