ACUSTICO

Sony (CDx2)

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"Acustico, agg. (a-cù-sti-co)"
1. Relativo all’udito.
2. Nella musica leggera, relativo agli strumenti non elettrici o elettronici.
(Dizionario Italiano Sabatini-Coletti)

Baglioni, l’Implacabile.
Oltre centocinquanta minuti di LUI dal vivo.
Questo, per chi è nato prima di "Avrai", significano un album quadruplo.
Questo dopo che LUI ha già pubblicato altri quattro dischi dal vivo negli ultimi dieci anni – come minimo doppi, tripli, come furono doppi o tripli "Alè-oo" o "Assolo". E chissà che il futuro non ci riservi dischi nonupli, trentupli, ottantasettupli.
A cosa si deve tanta urgenza di comunicare la propria natura di performer? Che senta la rivalità coi Pearl Jam e voglia anche lui (anzi, anche LUI) produrre una cinquantina di "live"? Che esista un fiorente mercato dei suoi bootleg e LUI voglia stroncarlo? Che tema che la gente non sappia che LUI è un grande performer? Che voglia riproporsi, dopo i fasti (soprattutto televisivi) dei megaconcerti all’Olimpico e al Meazza, in una chiave più umile? Umile, ma con il riguardo che si deve al Divo: gli scenari per questi spettacolini alla mano sono l’anfiteatro di Pompei, la Reggia di Caserta, il Teatro Greco di Taormina, Paestum, la Valle dei Templi, il Teatro Romano di Ostia Antica…
Intendiamoci: se ai fans va bene sentire Baglioni intonare per l’ennesima volta con voce rotta dall’emozione "Strada facendo", tutto bene. Peraltro, nella scelta delle canzoni traspare una certa presa di distanze dai pesi massimi ("Sabato pomeriggio", "E tu", "Solo", "Piccolo grande amore") sono raccolti in medley in un "Canzoniere del tempo". Come dire: non posso esimermi, ma li sistemo in un minestrone – mentre per "Poster", notoriamente suo malinconico manifesto poetico, il trattamento è più deferente.
Chiariamo subito che quello della durata è un problema non da poco: anche se i fans ovviamente gradiranno l’estensione dei due CD, l’ascoltatore medio va in overdose verso la metà del primo CD, che pure comincia bene. Onestamente, dopo averlo sentito scivolare lungo una china di strazio sentimentale e filosofico per un’ora, non si può evitare di associarsi a LUI quando grida "Fammi andar via". A proposito di tale brano, sconcertante ed emblematico il momento in cui il Divo, in pieno strazio e patimento scoppia a ridere. Cosa sarà successo? Sarà apparso Fabio Fazio? Oppure semplicemente, Baglioni è tanto aduso a dolersi che lo fa meccanicamente, ed è persino capace di ridacchiare mentre rievoca esulcerato come "Ci siamo amati alla follia, poi siamo rinsaviti, guariti da quel fottuto medico del tempo al crocevia di una via crucis".
Al di là di queste considerazioni, rimane un ultimo dubbio. Perché questo "Sogno di una notte di note" si chiama – come il tour – "Acustico"? Perché c’è un po’ di fisarmonica e di contrabbasso e qualche evoluzione jazzy al piano? Ma ci sono anche un organo e una wave drum e tastiere e chitarre elettriche e un piano elettrico e un basso elettrico - per cui, dizionario alla mano, il significato da prendere per buono dev’essere il primo: "relativo all’udito". Ne siamo lieti: se il Divo ha scelto di privilegiare l’udito, significa che per un po’ forse non lo vedremo più in tv. Una pausa che farà bene a noi e a LUI.

(Paolo Madeddu)