«THE FIFTH RELEASE FROM MATADOR - Pizzicato Five» la recensione di Rockol

Pizzicato Five - THE FIFTH RELEASE FROM MATADOR - la recensione

Recensione del 05 dic 2000

La recensione

I Pizzicato Five, così old-fashioned, così alla moda, sono di nuovo in pista. Già, perché la coppia dagli occhi a mandorla più conosciuta in Europa sa proprio il fatto suo quando si tratta di musica da ballo.
Il gruppo, ormai ridotto al duo Yasuharu Konishi/Maki Nomina, si avventura, con la dodicesima realizzazione su disco, in una Roma anni ’60 in cui aleggia la “dolce vita” di felliniana memoria, popolata di donne dai capelli cotonati e con indosso minivestiti bicolore. Circondati come sempre da una schiera infinita di musicisti, gli indomabili Yasuharu e Maki, con la collaborazione di Yukihiro Fukutomi, Shunsuke Sakamoto e Sonichi Terada, celebrano, in musica e immagini, la “città eterna” italiana, fatta di vicoli stretti e mercati di frutta all’aperto.
Cosa ci fa il tricolore sull’album di una band giapponese? L’Italia, è indubbio, ha un fascino contagioso per gli abitanti del paese del Sol Levante. E così i Pizzicato Five esplorano le consuete melodie fatte di percussioni da B-movie, pop alquanto kitsch, cori glam rock e ritmi elettronici/dance degni della discoteca più in.
In “20th century girl”, brano con campionamenti tratti da “I don’t intend to spend Christmas without you”, Maki canta addirittura di “pellicce sintetiche, zeppe e minigonne” (a patto che siano strani e retrò) nominando un fatidico “medico di famiglia” che dà consigli sull’abbigliamento da adottare prima di recarsi a una festa.
I Pizzicato Five riflettono, alla fine, una stralunata visione del mondo: un pentolone che ospita suoni diversissimi, che solo a tratti peccano di discontinuità ma che l’ineffabile Konishi rimescola come un moderno sciamano della musica, tirandone fuori l’atmosfera inconfondibile del marchio “Pizzicato”.
Il pathos di questo disco e le sue impressioni sospese a mezz’aria esprimono concetti semplici, raccontando di quelle “piccole cose” che costellano l’esistenza di noi tutti, e che qualche filosofo ha menzionato come unica vera risorsa per una vita serena.
“L’estate finirà presto/perché ancora ci amiamo?/proprio come un bambino/un bacio appena abbozzato/sa di fragole selvagge”.
Come non rimanere affascinati da queste eteree e perdute atmosfere?
Insomma, la "Pizzicatomania" è ben lungi dall'essere finita. Anzi, forse siamo solo all'inizio di una possibile, futura, "Japanese Invasion".

(Valeria Rusconi)
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