«LORENZO LIVE - AUTOBIOGRAFIA DI UNA FESTA - Jovanotti» la recensione di Rockol

Jovanotti - LORENZO LIVE - AUTOBIOGRAFIA DI UNA FESTA - la recensione

Recensione del 31 ott 2000

La recensione

Per sua stessa ammissione, i live non hanno mai convinto troppo Jovanotti. Eppure, dopo il tour di “Capo Horn”, anche Lorenzo ha sentito l’esigenza di fissare in un disco quel momento dinamico per eccellenza che è il concerto. E’ così che nasce questo doppio disco dal vivo, registrazione fedele di un intero concerto, cui si aggiunge come traccia di chiusura un inedito “File not found”, suonato con Ace degli Skunk Anansie.
E’ inevitabile domandarsi il perché di questo live. Da un lato è senza dubbio un omaggio che Jovanotti fa al suo pubblico, perché questo è un disco dal vivo in cui la gente si sente eccome, addirittura come voce solista in molti dei brani in scaletta, come “Un raggio di sole”, “Questa è la mia casa”, “Penso positivo”, “Serenata rap”, “Ragazzo fortunato”. E’ un live che è un’autobiografia, come ricorda anche il titolo, ma è un live che fa capire come queste canzoni, che sono pezzi di vita di Lorenzo, siano al tempo stesso pezzi di vita di tanti, tantissimi altri. E’ un pubblico, quello di Lorenzo, che nei versi semplici e diretti delle sue canzoni ha ritrovato emozioni e pensieri propri: è un pubblico che è in grande sintonia con lui, che ne condivide il lato che guarda alla poesia delle piccole cose e insieme quel lato che sa guardare più in là, oltre il muro del proprio piccolo orto. E nel ripercorrere la sua storia, Lorenzo non censura nulla, regalando una trascinante versione di “La mia moto” o di “Ciao mamma” accanto alla rivisitazione a due voci di “Il mio nome è mai +”. Perché quello che piace di Lorenzo è proprio la sua onestà, il suo essere “impegnato” ma mai per forza, sempre per passione, con una musica che riesce a essere in sintonia con quello che gli succede dentro, che sia l’emozione di diventare padre o l’indignazione per l’orrore della guerra, che sia la voglia spensierata di divertirsi o al contrario il desiderio di fermarsi a riflettere, di mettersi in discussione.
Musicalmente, questo live fissa poi su disco l’energia di un Lorenzo maestro di cerimonie, che trascina nella festa incitando e invitando a pensare su piccole grandi verità, senza mai perdere il ritmo. Perché musicalmente queste registrazioni dal vivo portano alla luce l’essenzialità della musica di Jovanotti, che è pulsazione, battito, un’onda di ritmo che Lorenzo ha la capacità straordinaria di saper cavalcare con maestria, con una voce che non è certo bella eppure ha magnetismo, sa convincere, sa muovere, divertire. Dal vivo, la sua musica si arricchisce di improvvisazioni, di variazioni, mettendo in luce l’intesa collaudata tra Jovanotti e i musicisti che lo hanno seguito anche in questa avventura: Saturnino, Pier Foschi, Marco Tamburini, Pape Gurioli, Ernesttico Rodriguez, Michele Centonze, DJ Aladdin.
“Autobiografia di una festa” è però anche l’occasione per Lorenzo di presentarsi come artista versatile, capace di mettersi in relazione in modo multimediale con il suo pubblico. Il doppio live si accompagna infatti a un booklet che racconta i pensieri di Lorenzo attraverso una selezione di immagini e attraverso le parole di una bellissima introduzione in cui Jovanotti diventa scrittore e racconta le sue emozioni, i pensieri che gli attraversano la testa prima, dopo e durante un concerto. E se il tour era profumato, lo sono anche questi CD, che sanno di arancia o di borotalco, con una copertina in movimento, con all’interno tessere e codici per entrare nel mondo del sito di Soleluna, dove trovare altra musica, nuova musica, altre parole, opportunità di incontro. E proprio al mondo della Rete è dedicato l’inedito “File not found”, pezzo tirato e rockeggiante - forse un po’ troppo - interessante e intelligente ma poco coinvolgente. Un esperimento, un pezzo nato come al solito perché non poteva essere altrimenti. Ma Lorenzo, di sicuro, è già altrove.
(Laura Centemeri)
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