«BLAST FROM THE PAST - Gamma Ray» la recensione di Rockol

Gamma Ray - BLAST FROM THE PAST - la recensione

Recensione del 27 lug 2000

La recensione

Dodici anni sono passati da quando Kai Hansen decise di lasciare gli Helloween e formare i Gamma Ray con Ralf Scheepers e Dirk Schlächter: sembrava quindi d’obbligo il tirare le somme di quello fatto sin ad ora. Come molti gruppi hanno già fatto ad un certo punto della loro carriera, anche i Gamma Ray hanno optato per un “best of”, scegliendo in questo caso di registrare nuovamente buona parte dei brani e rimasterizzarne il restante. Traendo a piene mani dal repertorio che compone i sei album da studio, la band di Hansen ha reso ancora più ricco il piatto includendo in questo doppio cd anche una bonus track (“The silence”) e presentando l’artwork di Derek Riggs, famoso artista che ha caratterizzato tutte le copertine dei dischi degli Iron Maiden. L’operazione a questo punto potrebbe esaltare i fans dei Gamma Ray, ma potrebbe anche far scontento qualcuno, poiché per accaparrarsi una bonus track e godersi la copertina di Riggs ci si vede costretti ad acquistare un doppio cd che tra l’altro non include neanche le versioni eseguite dalla mitica formazione degli esordi. Infatti, secondo molti estimatori dei Gamma Ray, l’attuale line-up non è certo delle migliori ed effettivamente i pezzi cantati originariamente da Scheepers e qui reinterpretati da Hansen perdono certamente di consistenza e valore. Perché invece non sì è scelto di rimasterizzare i brani vecchi lasciando intatto il lavoro fatto dai precedenti artisti che hanno militato nei Gamma Ray? Ma al di là dei gusti e delle opinioni, questo doppio cd potrebbe interessare coloro i quali i Gamma Ray non li hanno mai ascoltati, magari inducendoli poi ad andarsi a recuperare le vecchie produzioni (certamente le migliori!). Nel primo cd di questo doppio set le prime quattro canzoni sono tratte da “Heading for tomorrow”, si prosegue con altre sei, rispettivamente tratte da “Sigh no more” e “Insanity&genius”. I brani di questo primi disco sono tutti registrati ex-novo. Nel secondo cd anche le prime tre tracce tratte da “Land of the free” sono arrangiate nuovamente, mentre le seguenti sette, sono quelle rimasterizzate e tratte da “Somewhere out in space” e “Powerplant”. Che sia solo una mossa di Hansen per guadagnare tempo e cercare nuove ispirazioni, oppure una mossa dell’etichetta che cerca solamente di raschiare il fondo del barile?
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